POLITICA E POTERE
Il Governo vuole il raddoppio delle stime immobiliari. Alla cassa i beneficiari di sussidi sociali
È pronta la riforma che si candida ad essere il prossimo terreno di dura battaglia politica. L'adeguamento delle stime sarà in larga parte neutralizzato ma non del tutto. Pontiggia: "Riforme fiscali sacrosante finanziate in modo sbagliato perché iniquo"

BELLINZONA - È un tema assai ostico, pieno di tecnicismi, ma che tocca e toccherà la vita di tantissimi ticinesi. Parliamo dell'adeguamento delle stime immobiliari, il gigantesco dossier attualmente sul tavolo del Consiglio di Stato che si candida ad essere il prossimo grande terreno di scontro politico. Il Corriere del Ticino pubblica oggi in anteprima il progetto di messaggio governativo. 

Cominciamo dal primo dato importante: l'Esecutivo intende raddoppiare, passando da 53 a 102 miliardi di franchi, il valore ufficiale complessivo di case, palazzi, stabili industriali e terreni. Il raddoppio delle stime dovrebbe comportare un aumento di gettito di di 112,3 milioni di franchi per il Cantone e di 107,9 per i Comuni. Per i proprietari l’aggravio fiscale totale sarebbe quindi di 220 milioni. Ma secondo l'orientamento del Consiglio di Stato questo salasso sarà in larga parte fiscalmente neutralizzato attraverso delle modifiche legislative. 

Per la precisione, citiamo dal CdT, per le persone fisiche si interverrà tramite una riduzione dell’aliquota sulla sostanza a livello cantonale e comunale e tramite il dimezzamento dell’imposta immobiliare comunale, per uno sgravio complessivo di 170,7 milioni di franchi. I contribuenti fisici proprietari di case e terreni verrebbero indennizzati solo in parte, perché a fronte di un maggior onere fiscale lo sgravio generalizzato andrebbe in favore anche di coloro che posseggono solo sostanza mobiliare.

Mentre per quanto riguarda le persone giuridiche il Governo intende anticipare la riforma III federale delle imprese e comprende anche una misura a beneficio delle persone fisiche con redditi elevati. È infatti prevista, scrive il Corriere del Ticino, l’attenuazione di 2 punti percentuali (dal 15% al 13%) dell’aliquota massima dell’imposta sul reddito. Per quanto riguarda invece le persone giuridiche, si prospetta una diminuzione graduale dell’imposta sull’utile delle società dal 9% al 7,5% in tre anni, unitamente ad una riduzione dell’imposta sul capitale e di quella sull’utile dei fondi di investimento. Lo sgravio totale è di 119,6 milioni di franchi.

Dunque non paga nessuno? Non proprio. Toccare le stime, infatti, significa intervenire anche sulle prestazioni sociali. In parole povere il taglio o la perdita totale si sussidi, quello per le casse malati, ad esempio, am anche le prestazioni complementari AVS/AI, le borse di studio, eccetera. E qui il Consiglio di Stato non intende compensare nulla. Calcola una riduzione di spesa di 22,2 milioni per le casse cantonali e di 3,9 a beneficio dei Comuni.  

Ma perché il Governo non intende compensare proprio in questo settore? Nel documento citato dal CdT si leggono tre motivi; sarebbero interventi "poco coerenti"; in alcuni ambiti (AVS/AI) la competenza legislativa spetta alla Confederazione; le prestazioni sociali "aumentano comunque nel tempo in modo importante per cui si può ritenere che una migliore considerazione dei valori immobiliari nell’ambito della determinazione dei sussidi costituisca un effetto calmierante sull’evoluzione attuale della spesa".

Pontiggia stronca la riforma

Accanto ai numeri della riforma il Corriere pubblica un editoriale del coondirettore Fabio Pontiggia che stronca la proposta governativa: "Gli aspetti più critici e discutibili sarebbero due: a) chi ha casa, tramite la riduzione dell'imposta sulla sostanza, non si vedrebbe compensare interamente l'aggravio causato dall'aumento del valore di stima: una buona parte delle riduzione dell'imposta andrebbe infatti a beneficio di chi ha sostanza mobiliare (ad esempio titoli finanziari). Contrariamente a quanto prevede la Costituzione, la proprietà dell'alloggio verrebbe penalizzata, mentre sarebbe premiato chi investe in borsa o in altre forme di sostanza mobiliare; b) la riduzione dei sussidi di cassa malati andrebbe molto verosimilmente a scapito soprattutto del ceto medio. Una famiglia con casetta in proprietà e reddito non elevatissimo subirebbe il duplice effetto negativo dell'intero pacchetto di riforme".

"C'è infine - prosegue Pontiggia - il voltafaccia dello Stato sulle stime immobiliari in sé. In tre occasioni l'autorità cantonale ha avallato i valori ufficiali oggi vigenti di edifici e terreni: nel 2005, quando erano entrate in vigore le stime ricalcolate in tutto il cantone; all'inizio del 2009, quando il Governo aveva accertato che non c'erano state sul mercato variazioni dei fattori influenti tali da giustificare un aggiornamento intermedio delle stime; alla fine del 2012, per la stessa ragione, in occasione della nuova scadenza valida per un eventuale aggiornamento intermedio. Ora, la stessa autorità viene a dire ai proprietari di case e terreni che quei valori, convalidati per tre volte, in realtà sarebbero sbagliati per difetto e vanno perlomeno raddoppiati".

"Dulcis in fundo, visto che i nuovi calcoli sono stati effettuati in un periodo di surriscaldamento del mercato immobiliare, il Governo applicherebbe uno sconto del 30% (altrimenti le stime triplicherebbero), di fatto reintroducendo quel valore di perequazione del 70% che era stato giudicato incostituzionale dal Tribunale federale nel 1998. La conclusione? Riforme fiscali sacrosante finanziate in modo sbagliato perché iniquo", conclude il coondirettore del CdT. 

 
 

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