Dopo aver ottenuto la revoca dei domiciliari il consigliere comunale fa sapere da Como le sue intenzioni. Ma il Partito non fa i salti di gioia: "Avavamo già deplorato il suo scarso senso di responsabilità"

COMO - Davide Enderlin scrive al suo partito pochi giorni dopo aver ottenuto la revoca degli arresti domiciliari ed essersi trasferito dalla Liguria a Como, ancora a disposizione della giustizia italiana. Il consigliere comunale del PLR di Lugano, coinvolto nella vicenda della Banca Carige fa sapere che si dimetterà solo se...
"Mi preme sottolinearvi la mia assoluta estraneità ai fatti che mi vedono coinvolto negli ultimi mesi. Mi rendo perfettamente conto che il popolo ti elegge per espletare un preciso mandato e un'assenza prolungata mette a serio rischio questo incarico, anche se la stessa avviene tuo malgrado e senza responsabilità. In quest'ottica ho deciso che, qualora io non possa essere presente all'assemblea del 17 ottobre, in quella data rassegnerò le mie dimissioni con effetto immediato. La mia decisione è dettata unicamente dal rispetto che provo nei confronti di tutti gli elettori della grande Lugano che per il secondo mandato mi hanno confermato la loro fiducia e che meritano di essere rappresentati al meglio. Certo di incontrarvi presto, un caro saluto."
La sezione di Lugano del PLR, in una nota firmata dalla presidente Giovanna Viscardi, non si dice molto soddisfata per la comunicazione di Enderlin. E scrive:
"Nel corso dell’estate, l’Ufficio Presidenziale della sezione PLR di Lugano, come auspicato dalla propria Direttiva, ha seguito da vicino gli sviluppi del caso Enderlin. La presidente ha avuto modo di prendere contatto con l’interessato per il tramite del suo avvocato."
"L’Ufficio Presidenziale, visto il primo esito negativo dello scambio epistolare della presidente con Davide Enderlin – cui, ferma restando la presunzione di innocenza, era stato chiesto, per evidenti motivi di opportunità e di funzionalità, di lasciare la carica di membro del Consiglio Comunale -, pur considerando il suo comprensibile stato emotivo, aveva deplorato la poca sensibilità politica di Davide Enderlin, il quale, con scarso senso di responsabilità nei confronti del partito e degli elettori, mostrava di non voler compiere un gesto di ragionevole consapevolezza che, date le circostanze, sarebbe stato obiettivamente dovuto".
"L’UP prende tuttavia atto che, dopo reiterate sollecitazioni, l’interessato, con comunicazione odierna alla presidente, afferma il proposito di dimettersi dal Consiglio Comunale qualora, per provvedimenti riconducibili alla procedura penale, gli fosse impedito di partecipare alla Direttiva prevista per il 17 ottobre 2014. L’UP, sebbene non possa non apprezzare questa parziale resipiscenza, reputa che le dimissioni non debbano essere correlate esclusivamente alla possibilità o meno di presenziare alle sedute di Consiglio Comunale."
"L’Ufficio Presidenziale riferirà alla Direttiva e all’Assemblea dei delegati; insieme con questi organi l’UP intende pure elaborare una proposta di modifica statutaria, che disciplini le possibilità di intervento nella deprecabile ipotesi di situazioni analoghe".