POLITICA E POTERE
Nuovi tagli e nuove tasse: il Governo svela il Preventivo 2015. Ma niente lacrime e sangue
Il documento prevede un un disavanzo di 112,2 milioni. Crescono le spese ma anche le entrate. Nessuna misura sui salari dei dipendenti. Più introiti dalle multe. Ecco tutto quel che c'è da sapere sulla nuova tassa sui parcheggi dei centri commerciali

BELLINZONA – Su il sipario sul preventivo 2015. Il Consiglio di Stato ha presentato questa mattina alla stampa il documento con le previsioni finanziarie per il prossimo anno. Al di là della soddisfazione o meno legata ai risultati, che sarà certamente materia di confronto politico, il messaggio del Governo, a una prima rapida lettura, non pare particolarmente controverso sulle misure. Probabilmente l'unico provvedimento che provocherà una significativa spaccatura, e chissà, forse un referendum, è la nuova tassa sui grandi generatori di traffico voluta da Claudio Zali. Per il resto questo preventivo non dovrebbe diventare una tanica di benzina sulla prossima campagna elettorale. 

I dati principali

Veniamo ai dati principali: il preventivo 2015 presenta un disavanzo d’esercizio di 112,2 milioni di franchi e un autofinanziamento positivo di 91.3 milioni di franchi, pari al 43.3%. Considerato un onere netto per investimenti pari a 210.6 milioni di franchi, il risultato complessivo ammonterà nel 2015 a -119.3 milioni di franchi. Importo che porterà a un incremento del debito pubblico.

Crescono le uscite e crescono le entrate

Il preventivo registra un aumento delle uscite correnti (+47.8 milioni di franchi, pari al +1.6%) e un aumento più sostenuto delle entrate correnti (+95.1 milioni, pari al +3.1%). Il disavanzo d’esercizio preventivato è inferiore al vincolo finanziario approvato dai cittadini ticinesi il 18 maggio 2014 ma non raggiunge pienamente l’obiettivo minimo di -96 milioni di franchi indicato nel documento di programmazione finanziaria 2012 – 2015 del gennaio 2014.

Il gettito complessivo delle imposte è stimato in 1'831.6 milioni di franchi, contro i 1'772.0 milioni del preventivo 2014 (+59.6 milioni di franchi, pari al 3.4%). 

Le misure di risanamento

Come sempre le misure di risanamento sono divise tra quelle di competenza del Consiglio di Stato e quelle su cui dovrà decidere il Gran Consiglio: complessivamente ammontano a 76,8 milioni di franchi fra tagli e nuove entrate. 

Dalle multe 2 milioni in più, dall'AET 5 milioni

Per quanto riguarda le misure decise dal Governo senza bisogno dell'avallo parlamentare, si tratta di piccoli interventi e di ricavi che sommati portano comunque un gruzzolo di 25 milioni di franchi.

Fra queste vi è da segnalare un aumento degli introiti delle multe di 2 milioni di franchi. Ma, sottolineano i ministri,  "nel 2013 la maggior parte delle infrazioni alla circolazione stradale per superamento dei limiti di velocità sul territorio cantonale (autostrade e strade cantonali) sono state commesse da stranieri (41%) e da confederati (12%)". Come a dire: l'aggravio non lo pagheranno in larga parte i ticinesi. 

Oltre a questo vi è un taglio di due milioni del contributo ai comuni per le scuole elementari di prima infanzia. E, sul fronte delle entrate, un bel dividendo di 5 milioni che arriva dall'Azienda elettrica ticinese. 

Le misure su cui deciderà il Gran Consiglio

Per quanto riguarda tagli e nuove entrate su cui dovrà esprimersi il Parlamento la cifra complessiva del risanamento ammonta a  42 milioni. La misura più importante (vale 19,3 milioni) è la riforma dei sussidi recentemente presentata da Paolo Beltraminelli. E questa volta dovrebbe andar via lascia.

La tassa sui parcheggi dei grandi generatori di traffico

La seconda invece è griffata Claudio Zali, vale 12 milioni ed è la nuova tassa sui grandi generatori di traffico. Su questo provvedimento, che ha già surriscaldato gli animi del mondo economico, vale la pena soffermarsi nel dettaglio. 

Chi sono i grandi generatori traffico?

Innanzitutto, chi sono i grandi generatori di traffico? "Il presente progetto di modifica legislativa precisa la nozione di generatore di importanti correnti di traffico, includendo chi mette a disposizione superfici di almeno 50 posteggi, elemento maggiormente oggettivabile rispetto al numero di movimenti e comunque indiziante di una considerevole corrente di traffico".

Perché una nuova tassa?

Perché questa nuova tassa? "Un primo ordine di motivazioni a favore di questo provvedimento – si legge nel messaggio - va ricercato nella drammatica evoluzione del traffico veicolare in Ticino dall’entrata in vigore della Legge sui trasporti pubblici ad oggi, potendosi stimare in circa 80’000 l’aumento negli ultimi 15 anni delle vetture circolanti in Ticino".

Ma non è tutto: "Un secondo ordine di argomentazioni - scrive sempre il Governo - è di natura più strettamente finanziaria. Il costante aumento dell’offerta di trasporto pubblico ha fatto lievitare negli anni in modo sensibile i costi a carico dell’ente pubblico per l’adempimento di questo importante compito e nuovi consistenti aumenti appaiono ineluttabili a breve e medio termine in conseguenza del previsto ulteriore incremento dell’offerta di trasporto pubblico dovuto alla prossima messa in esercizio di importanti opere infrastrutturali e collegamenti come – per citare solo i principali – le gallerie di base del Gottardo e soprattutto del Monte Ceneri, la ferrovia Mendrisio–Varese, il trasporto su gomma nel Bellinzonese e nel Mendrisiotto e la rete Tram del Luganese".

I centri commerciali non avranno nessun obbligo di far pagare i clienti

Il Governo ha questo punto fa una precisazione importante, mettendo le mani avanti sulle inevitabili polemiche politiche: "Va debitamente sottolineato che le presenti modifiche normative non istituiscono alcun obbligo per i generatori di importanti correnti di traffico di rendere oneroso l’utilizzo dei posteggi di loro pertinenza. Con riferimento al caso di maggiore rilevanza pratica, non sarà perciò introdotto alcun obbligo per i grandi centri commerciali di fare pagare il parcheggio a clienti e visitatori, essendo data loro la facoltà di tenere a proprio carico l’onere economico della tassa, senza riversarlo sulla propria utenza". Detta in altre parole: i centri commerciali possono pagare di tasca loro senza far pagare neanche un franco ai clienti. 

1,50 a parcheggio

E veniamo al come e al quanto: il Governo propone di inserire nel testo di legge una forchetta compresa tra 1.- e 2.50 franchi per posteggio e per giorno di apertura dei generatori di importanti correnti di traffico e la possibilità per i Comuni di introdurre un supplemento sino a 0.50 franchi al giorno. Il Regolamento disciplinerà i dettagli e i casi di esenzione. Si intende applicare inizialmente una tassa di collegamento di circa 1 franco e 50.

Misure Personale: gli stipendi non si toccano

Un ultimo capitolo fondamentale del preventivo, che in passato ha generato più di uno scontro, è quello legato al personale. Il Consiglio di Stato, a fronte della necessità di contenimento della spesa, ha deciso per il prossimo anno di rinunciare a misure sui salari, preferendo concentrare i propri interventi sul controllo della struttura amministrativa.

Pertanto la decisione presa consiste nel ridurre la spesa per il personale di 2.5 milioni di franchi attraverso una riduzione dell’organico dei funzionari. Questa misura verrà messa in atto partendo in primis ma non solo dalla normale fluttuazione del personale e analizzando ovviamente le necessità del servizio.

Tale misura, che equivale a una riduzione dello 0.5% della massa salariale (inclusi oneri sociali) verrà messa in atto tenendo comunque conto di una serie di settori sensibili che non verranno, di principio, toccati dal provvedimento quali:

• personale in uniforme della Polizia e delle Strutture carcerarie;

• personale impiegato presso l’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale;

• personale addetto all’accertamento e alle tassazioni presso la Divisione delle contribuzioni;

• controllo cantonale delle finanze;

• unità finanziate da terzi. Una misura collaterale, che ha comunque avuto degli effetti calmieranti sulla massa salariale verrà riproposta, ossia il termine di attesa di tre mesi per la sostituzione di personale partente.

Si riconfermano anche le seguenti misure che riguardano l’evoluzione del salario, ossia: 

• blocco dei potenziamenti di personale;

• blocco delle rivalutazioni e inserimenti di nuove funzioni che originano cambiamenti del Regolamento concernente le funzioni e le classificazioni dei dipendenti dello Stato;

• blocco delle accelerazioni di carriera e degli aumenti straordinari dei limiti di stipendio.

Nessuna delle misure qui presentate concerne i docenti. Particolare attenzione è stata data inoltre alle indennità di trasferta, i cui crediti sono stati riportati ai livelli di preventivo 2014, riducendo conseguentemente la spesa di 0.5 milioni di franchi rispetto a quanto inizialmente previsto.

L’insieme di tutte le misure, che sono integralmente di competenza del Consiglio di Stato, consente un contenimento della spesa stimato in complessivi 5.1 milioni di franchi.

AELLE

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