POLITICA E POTERE
Bignasca sfida i giovani PLR: "Giusto chiamare alla cassa i frontalieri: il vostro partito pro bilaterali ci aiuterà a Berna?"
Il presidente dei Giovani Leghisti commenta il rederendum lanciato dai colleghi liberali radicali: "Non capisco questo attacco sistematico del PLR contro l'operato del ministro Claudio Zali che con il suo lavoro sta facendo molto bene per il Ticino"

LUGANO – È anche un sfida tra giovani. O per meglio dire tra movimenti giovanili di partiti diversi. E di per sé è già una bella cosa. 

Da una parte, infatti, ci sono i ragazzi e le ragazze di PLR e UDC che hanno deciso di lanciare un referendum contro il credito da 16 milioni di franchi a favore della mobilità aziendale e degli ecoincentivi approvato la scorsa settimana dal Parlamento. Dall'altra, in prima linea i Giovani Leghisti guidati da Boris Bignasca (e non solo…è prevedibile che anche i giovani socialisti e i giovani Verdi difenderanno la riforma). 

Questa mattina in conferenza stampa i referendisti hanno spiegato le ragioni che li hanno spinti a raccogliere le firme (leggi articolo correlato). In particolare ad andare di traverso ai giovani liberali e democentristi è la decisione di finanziare il credito tramite l'aumento dell'imposta di circolazione. Ora sentiamo cosa ne pensano gli avversari. 

"Ci sono due parti della riforma che mi piacciono", esordisce Boris Bignasca. "La prima – spiega - è quella degli ecoincentivi che permetterà di introdurre nelle nostre strade dei veicoli ecologicamente all'avanguardia. La seconda parte è quella della mobilità aziendale: si tratta di un intervento fondamentale e necessario per tentatore di attenuare il traffico provocato dai frontalieri in particolare nel Mendrisiotto e nel Luganese". 

Spiegato il sostegno alla riforma il presidente dei Giovani Leghisti va all'attacco: "Quello che non capisco – afferma - è l'attacco sistematico del PLR, questa volta ad opera dei giovani, contro l'operato del ministro leghista Claudio Zali che con il suo lavoro sta facendo molto bene per il Canton Ticino".

Poi Bignasca lancia una seconda frecciatina: "Mi fa sorridere che il partito liberale radicale presieduto da un benzinaio faccia un referendum contro gli ecoincentivi a favore delle macchine che non vanno a benzina…".

"L'unico punto con cui sono d'accordo con Käppeli – provoca Bignasca – è che i frontalieri devono essere chiamati alla cassa: spero quindi che il partito pro bilaterali si ravveda e sostenga a Berna le nostre battaglie legate al frontalierato a cominciare dall'implementazione del 9 febbraio".

Recentemente anche i Giovani Leghisti sono stati protagonisti di un referendum: quello contro alla partecipazione ad Expo. A Bignasca chiediamo se almeno per quanto riguarda la raccolta firme si sente di fare un augurio all'insegna dei fair play ai suoi avversari: "Noi abbiamo raccolto 12'500 firme e non credo che i giovani liberali ce la faranno a raccoglierne tante….Detto questo penso che scendere in piazza ed incontrare la gente sia sempre qualcosa di bello e positivo per dei giovani che cominciano a far politica. Questo degli ecoincentivi però non è un tema sentito dalla popolazione…".

Infine, proiettandosi sul dibattito che ci sarà qualora la raccolta firme riuscisse, Boris Bignasca si dice sin d'ora sicuro che il ministro Cluadio Zali "sarà preciso e convincente a spiegare la sua riforma ai ticinesi". 

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