A incaricare l'IRE è stato l'Ufficio Presidenziale del Gran Consiglio e i primi risultati della ricerca sono stati illustrati ieri ai deputati che fanno parte del gremio. Risultati messi sotto embargo. Leggi il documento completo

BELLINZONA - Sta provocando un enorme polverone politico lo studio realizzato dall'IRE sul frontalierato in Ticino. O per meglio dire, citando il titolo originale, "L'approfondimento della situazione del mercato del lavoro ticinese negli anni successivi all’introduzione dell’Accordo sulla Libera Circolazione delle Persone. Una ricerca che giunge ad alcune conclusioni che suscitato l'indignazione di una parte del mondo politico, che critica aspramente il metodo utilizzato dagli studiosi e i conseguenti risultati. Una sorta di remake in salsa tutta ticinese dello scontro che si trascina da anni tra il Ticino politico e gli studi della SECO sul mercato del lavoro.
Due in particolare gli elementi al centro della polemica. Il primo è che secondo i ricercatori dell'Istituto ricerche ecnomiche dell'USI (nella foto il direttore Rico Maggi) la sostiuzione di lavoratori residenti con frontalieri non è provata. Il secondo elemento è che le aziende non assumono lavoratori di oltre confine per questioni salariali (leggi articolo correlato).
In mattinata il deputato Sergio Savoia era partito lancia contro l'IRE e, con il collega Marco Chiesa, neo eletto al Nazionale, aveva firmato un'interrogazione per chiedere spiegazioni al Governo. Dura anche la reazione del capogruppo leghista Daniele Caverzasio che su Facebook ha tuonato: "La libera circolazione? Tutto perfetto. Il “dumping” salariale? Inesistente. La sostituzione di personale indigeno con i frontalieri? Nulla di che, sonosolo “percezioni soggettive”. Ecco l'ennesimo studio farlocco che lascia il tempo che trova. È come è stato fatto ? Chiedendo alle imprese se sostituiscono i residenti con i frontalieri. È come chiedere se il prodotto è buono a chi lo vende... O all'oste se il vino è ottimo...Poi si chiedono perché ci si sente presi per i fondelli!"
Ma dove salta fuori questo studio e chi lo ha commissionato? A incaricare l'IRE è stato l'Ufficio Presidenziale del Gran Consiglio e i primi risultati della ricerca sono stati illustrati ieri ai deputati che fanno parte del gremio. Risultati messi sotto embargo poiché lo studio sarebbe ancora incompleto. Ma a qualche membro del "governo" del Parlamento la ricerca deve essere andata talmente di traverso da soprassedere ai vincoli di riservatezza e da passarlo ai colleghi della Regione che, stamani, giustamente, ne ha pubblicato il succo. Ed è scoppiato il patatrac.
Nel frattempo un po' tutti se ne sono procurati una copia. Per completeza di informazione ci sembra corretto rilanciare la versione integrale del rapporto. In modo tale che chi ne avesse voglia e interesse lo possa leggere e valutare. Per consultare il documento clicca qui.