Il confronto tra il voto di oggi e del primo turno per gli Stati

BELLINZONA – Ha votato meno gente: 98.375 elettori (44,5%) contro i 118'681 (53%) del primo turno. Senza fare paragoni impossibili tra il voto espresso il 18 ottobre scorso (quando in lizza c’erano tra l’altro 7 candidati agli Stati) e la partita di ballottaggio a 5 che oggi ha riconfermato i due senatori uscenti, Filippo Lombardi e Fabio Abate, qualche riflessione la si può fare.
La prima è che, nonostante il calo di affluenza di quasi 10 punti percentuali, il candidato di Lega e UDC, Battista Ghiggia, è stato l’unico a fare più voti che al primo turno: 37'983 contro 36'264, quindi oltre 1'700 preferenziali in più. Il candidato che ha perso più consensi, comunque anche questa volta il più votato, è stato Filippo Lombardi (39'921 contro i 43'888 del primo turno, dunque 3'967 in meno).
Qualcuno, forse lui per primo, potrebbe pensare che questa emorragia potrebbe essere in parte dovuta all’effetto Pelletier, l’allenatore dell’Ambrì esonerato il 25 ottobre, e molto caro ai tifosi.
Anche Abate ha perso voti per strada, totalizzandone 39'585 contro i 40'682 del primo turno (- 1'097).
Dando un’occhiata alle ripartizioni regionali dei voti, emergono diversi dati interessanti.
Abate stravince nei distretti di Bellinzona (46,6% contro il 43,3 di Lombardi e il 30,7 di Ghiggia) e Locarno, la sua città (51,2%, contro il 41,8 di Lombardi e il 33,1 di Ghiggia). I feudi del senatore liberale sono anche i talloni d’Achille del candidato leghista.
A Lugano non c’è storia: Ghiggia fa man bassa di consensi e ottiene il 54,6% di consensi, contro il 38,3 di Lombardi e il 35 di Abate. Ma anche nel Mendrisiotto, tradizionalmente feudo pipidino e liberale radicale, Ghiggia fa meglio dei due uscenti: 41,4% contro il 40 di Lombardi e il 35,3 di Abate.
Lombardi stravince invece nelle valli: Leventina, regione del suo Ambrì (dove ottiene il 56,4% di consensi, contro il 40,7 di Abate e il 32,3 di Ghiggia), Blenio (46,2% contro il 40,3 di Abate e il 39,5 di Ghiggia), e Riviera (46,7% contro il 40,8 di Abate e il 34,8 di Ghiggia).
L’ultima valle, la Valmaggia, è invece tutta per Abate, che fa una vera e propria incetta di consensi: 65,5% contro il 45,6 di Lombardi e lo scarsissimo 25,7% di Ghiggia.
Proviamo a tirare qualche conclusione.
Primo: Lega e UDC sono riuscite a mobilitare maggiormente l’elettorato per questo secondo turno elettorale; o anche: Ghiggia è riuscito a convincere ulteriormente gli elettori che già lo avevano premiato con il terzo posto il 18 ottobre.
Va anche detto che, se tra Abate e il candidato socialista Roberto Malacrida c’era un ticket “sotto traccia”, lo stesso vale per Ghiggia e il candidato verde Sergio Savoia, che ha chiaramente detto: “Spero in un cambiamento”. E l’unico cambiamento possibile agli Stati era proprio l’elezione di Ghiggia.
Secondo: Lombardi non ha fatto una buona performance, probabilmente anche perché troppi elettori davano per scontata la sua rielezione. Lo ha detto lui stesso commentando il voto: “Se tutti percepiscono che la partita si gioca tra gli altri due…”, il terzo (a differenza che nel proverbio) non gode affatto.
Terzo: Abate ha vinto senza alcun dubbio la sua partita, e con lui tutto il PLR. Le analisi diranno quanto, nella sua vittoria, ha pesato il “soccorso rosso”, vale a dire i voti dell’area progressista che di certo non voleva concedere un’altra vittoria alla Lega.
Quarto: il “Ceneri-Graben” (parafrasi del celebre Rösti-Graben) è chiarissimo, se c'era ancora bisogno di conferme: i distretti di Locarno e Bellinzona (come le valli) hanno scelto la conservazione (premiando soprattutto Abate, ma anche Lombardi), mentre quelli di Lugano e di Mendrsio hanno espresso un chiaro voto in favore del candidato di Lega e UDC, e di insoddisfazione verso i candidati dei due partiti storici, salvando in parte Lombardi ma bocciando senza mezzi termini Abate.
Dati sui quali i partiti dovranno riflettere, estendendo le analisi ai singoli comuni. Le elezioni di aprile si avvicinano.
Marco Bazzi