BELLINZONA – Attenti al lupo! E il dibattito in Gran Consiglio si accende. Nella prima seduta dell'anno il Parlamento si è occupato anche della presenza in Ticino del grande predatore. Merito di una un'iniziativa della leghista Patrizia Ramsauer che chiedeva l'obbligo per gli agricoltori di proteggere le greggi con recinti elettrici, cani o grazie alla sorveglianza da parte dei pastori. "E che i lupi non vengano uccisi!", affermava altresì perentoriamente la deputata. "Ma il Cantone non ne ha mai abbattuto nemmeno uno poiché considerati animali protetti dalla legge federale", le ha risposto sul punto il suo Consigliere di Stato Claudio Zali nel corso della discussione.In ogni caso, al di là del merito e del risultato (l'iniziativa come previsto è stata ampiamente respinta), il tema lanciato da Ramsauer è stato l'occasione per un nuovo confronto parlamentare tra quelli, per dirla sempre con Zali, che "pensano che l'unico lupo buono è quello morto", e i sostenitori della convivenza tra le greggi e i grandi predatori. Con diverse gustose battute. Gli avversari del lupo, perdonateci la semplificazione, hanno posto l'accento sulla tutela dei lavoratori del settore e, di conseguenza, su quella dei loro prodotti. Troppo facile tifare km/0 e poi mettere in crisi gli allevatori di montagna non proteggendoli dalla minaccia e dai danni del lupo. "A rischio di estinzione – ha detto ad esempio Luigi Canepa per il PPD - non sono più i grandi predatori ma gli agricoltori". Appassionato anche l'intervento del leghista Andrea Zanini, che lavora nel settore e che si è battuto contro l'iniziativa della sua collega di partito Ramsauer. Zanini ha puntato il dito contro l'ipocrisia e la scarsa conoscenza che, a suo dire, regna verso il mondo dell'allevamento. Una frase su tutte: "Molti in quest'aula rimarrebbero scandalizzati se al pomeriggio vedessero l'uccisione di un maiale, ma la sera si metterebbero tranquillamente davanti alla tv, guardano senza sussulti la morte di esseri umani".Il PS si è diviso ma la maggioranza non ha sostenuto Ramsauer. "Non vogliamo gridare al lupo – ha detto Henrik Bang - ma il crescente numero di avvistamenti dovrebbe preoccupare il Consiglio di Stato. Il problema potrebbe presto esplodere".A sostegno del grande predatore senza se e senza ma i Verdi. "La convivenza con i predatori non solo è possibile ma è necessaria, sia da un punto di vista ecologico che etico", ha detto Tamara Merlo. "La presenza dei lupi sul territorio migliora anche la gestione degli ungulati. Proviamo dunque a provare a pensare per una volta di non prendere il fucile due volte: una per abbattere il lupo e l'altra per uccidere gli ungulati. Lasciamo fare alla natura il suo corso, aiutando gli agricoltori a proteggere le greggi". Infine, Germano Mattei che come rappresentante di Montagna Viva non poteva non dire la sua: "Gli allevatori di montagna sono indignati per la poca considerazione del loro lavoro. Si chiedono se per loro c'è ancora un futuro". Ma Mattei si è spinto oltre, evocando rischi anche per il settore turistico. "Dopo l'avvistamento del lupo a Cerentino, i turisti chiedevano se non era pericoloso andare a sciare a Bosco Gurin. Non vogliamo sterminare i lupo ma solo che ci sia un fronte per fermare quella che è una vera e propria invasione. L'unica specie in via d'estinzione è l'uomo alpino".AELLE