Politica e Potere
19.02.2016 - 15:310
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

Se potessi avere mille franchi al mese (in più)... Retromarcia parlamentare sull'aumento salariale ai Consiglieri di Stato tra "sorpassi a destra" e minacce di referendum

L'aumento di mille franchi doveva compensare i contributi pensionistici. Ma non ci sarà

BELLINZONA - I ragionamenti sono stati: è opportuno in questo momento (economico, alla luce dei sacrifici chiesti a contribuenti e dipendenti pubblici, ma anche politico, visto che si avvicinano le elezioni comunali) approvare un aumento di stipendio per i cinque consiglieri di Stato? E poi: ha senso alzare provvisoriamente i salari in attesa di una soluzione definitiva del sistema retributivo dei minstri stessi?

Il problema è il seguente: da quando, dieci mesi fa, i consiglieri di Stato sono stati chiamati a pagare la loro cassa pensioni versando ogni mese un contributo del 9%, si sono trovati in busta paga circa 15'800 franchi netti contro il 17'650 di prima. Perdita secca di quasi 2'000 franchi.
Per compensare parzialmente questo taglio i capigruppo di PLR, Lega e PPD avevano presentato in novembre un’iniziativa che prevedeva un ritocco salariale di mille franchi ai ministri. Ma ovviamente la proposta non ha suscitato unanime entusiasmo. 

Le prime opposizioni sono emerse nella Commissione parlamentare della Gestione, da parte del Partito socialista e de La Destra. Ma il tema, che dovrebbe (anzi, a questo punto “doveva”) essere discusso lunedì in Gran Consiglio, ha trovato scetticismo nei giorni scorsi anche nelle riunioni di gruppo dei principali partiti, che alla fine sembravano tutti orientati a congelare l’iniziativa, anche perchè sulla proposta di aumento tirava una brutta aria.

Il primo a metter fuori la freccia, con un "sorpasso a destra" è stato il PPD, il cui capogruppo, Fiorenzo Dadò, ha dichiarato oggi al Corriere del Ticino l'intenzione di rinviare in commissione l'aggiustamento transitorio del meccanismo salariale, in attesa della riforma sull'intero sistema retributivo, compresa la questione della scala salariale dei funzionari. Ma Dadò ha interpretato perplessità condivise anche dai gruppi di Lega e PLR. E a questo punto non ci sono dubbi: la questione non verrà discussa lunedì in Gran Consiglio.

Anche perché oggi si sono registrate due prese di posizioni sindacali. L’Unione sindacale minaccia un referendum e si dice “indignata per la decisione dei deputati di centro-destra della Commissione della gestione e delle finanze di presentare un rapporto favorevole all'iniziativa elaborata dal deputato Alex Farinelli per la modifica delle condizioni retributive e previdenziali a favore dei membri del Consiglio di Stato”

E ancora: “Un aumento salariale di 1'000 franchi mensili ai membri del Governo suona come uno schiaffo a tutti i lavoratori e a tutta la popolazione ticinese, chiamati a fare sempre più sacrifici in tutti gli ambiti dal Governo stesso e dalla crisi economica e sociale in atto in Ticino. Questa decisione denota una totale insensibilità verso la situazione della maggioranza della popolazione. Pertanto l'Unione sindacale svizzera - Ticino e Moesa, su proposta del Sindacato VPOD Ticino, ha deciso di lanciare il referendum, qualora il Gran Consiglio ticinese accogliesse l'aumento di stipendio per i membri del Governo”.

Da parte sua, l’Organizzazione cristiano sociale si dice “particolarmente soddisfatta della proposta presentata dal gruppo PPD che, come da noi auspicato, chiede il rinvio del messaggio relativo all’adeguamento salariale per i Consiglieri di Stato. Come avevamo indicato nel comunicato dello scorso 29 gennaio, siamo dell'opinione che la soluzione proposta dalla Gestione e la sua tempistica non fossero corrette.

Ricordiamo che il Parlamento aveva deciso di applicare un contributo anche ai Consiglieri di Stato per finanziare la loro pensione. Tuttavia, anziché decidere sul principio, alcuni parlamentari avevano proposto un decreto legislativo che di fatto introduceva la trattenuta sui salari dei 5 ministri ma non prevedeva le modalità per finanziare il sistema pensionistico. In attesa di trovare la soluzione tecnica, è stata formulata dalla commissione della Gestione una proposta temporanea che non serve a risolvere la questione e che ha sollevato parecchie perplessità.

Non abbiamo obiezioni che gli stipendi dei ministri siano adeguati al loro ruolo e alle loro responsabilità. Tuttavia non possiamo che rallegrarci per la proposta del gruppo PPD e per le reazioni positive a tale proposta da parte di altri gruppi politici che vanno esattamente nella direzione di quanto da noi auspicato”.

Red

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