POLITICA E POTERE
Manuele Bertoli fa a pezzi il compromesso per applicare il 9 febbraio: "La proposta di fatto non rispetta il testo votato da popolo e cantoni"
Il Consigliere di Stato socialista: "Chi da destra si lamenta dell’aggiramento del mandato costituzionale ha certamente delle ragioni da far valere. E mi ha deluso pure il sostegno della sinistra alla soluzione commissionale, concesso senza pretendere in cambio un corretto rafforzamento delle misure di accompagnamento"
© Ti-Press/Carlo Reguzzi
di Manuele Bertoli*

 
Venerdì scorso la commissione competente del Consiglio nazionale ha proposto una modalità per dare seguito alla modifica della Costituzione federale votata il 9 febbraio 2014 (iniziativa sulla cosiddetta immigrazione di massa) che mi ha lasciato l’amaro in bocca per due motivi.

 
Da un lato la proposta di fatto non rispetta il testo votato da popolo e cantoni. Chi da destra si lamenta dell’aggiramento del mandato costituzionale ha certamente delle ragioni da far valere, perché effettivamente l’art. 121a dice altro rispetto alla “soluzione” commissionale. Va detto che il problema del mancato rispetto della Costituzione non è purtroppo nuovo. Citerò solo due esempi, ma se ne potrebbero fare molti altri: l’art. 116 sull’assicurazione maternità ci ha messo 65 anni, non 3, dal momento dell’iscrizione del principio nella Costituzione al momento della sua effettiva realizzazione. Anche il principio dell’art. 112, che garantisce rendite AVS/AI che coprano adeguatamente il fabbisogno vitale, è iscritto nella nostra carta fondamentale da molti anni, ma di fatto ancora oggi non è rispettato, tanto da dover far intervenire le prestazioni complementari, che sono altra cosa rispetto alle assicurazioni sociali. Su queste questioni nessuno di quelli che si scandalizzano oggi per una potenziale mancata applicazione dell’art. 121a si è però mai inalberato, né tanto meno sostiene l’iniziativa AVS plus che aiuterebbe ad applicare l’art. 112. Resta comunque il fatto che la proposta di venerdì della commissione del Nazionale non rispetta il mandato costituzionale votato nel febbraio 2014. Più corretto e trasparente, e lo sostengo da sempre, sarebbe rivedere quel mandato costituzionale (che nel concreto, come si vede, appare inapplicabile), proponendo una nuova regola da sottoporre a popolo e cantoni.

 
D’altro canto mi ha deluso pure il sostegno della sinistra alla soluzione commissionale, concesso senza pretendere in cambio un corretto rafforzamento delle misure di accompagnamento alla libera circolazione delle persone di cui avremmo bisogno. Misure che, guarda caso, la destra economica e quella nazionalista osteggiano da sempre. L’occasione invece è di quelle importanti, che devono essere colte per dotarci di strumenti validi contro il dumping salariale: salari minimi, contratti collettivi di obbligatorietà generale ecc. Le uniche armi che davvero potrebbero regolare l’eccedenza di afflussi di manodopera straniera.

 
Il dibattito entrerà presto nella fase più calda. Spero che non se ne esca con un brutto compromesso al ribasso, non risolutivo e poco trasparente. Il peggio che la politica potrebbe esprimere.


*Consigliere di Stato PS
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