LUGANO - Leggendo i tabulati della Commissione paritetica per l’edilizia e il genio civile sui conguagli dei salari, per gli anni 2012-2015, dei dipendenti della Bilsa, l’impresa madre della famiglia Bignasca, emergono diversi lavoratori provenienti dall’Italia. Sulla ventina di dipendenti che in questi tre anni hanno lavorato in maniera più o meno continuativa per la Bilsa, almeno un terzo sono residenti oltre confine, scrive oggi Il Caffè, facendo le pulci al coordinatore della Lega, Attilio Bignasca, dopo lo scivolone con l’inviato delle Iene. Si tratta dunque di frontalieri e lavoratori distaccati (che possono lavorare in Ticino per novanta giorni all’anno).