Siamo ben coscienti dell’urgenza di certi problemi, come l’inquinamento, la povertà, le migrazioni, la disoccupazione, problemi mondiali che ci opprimono e ci fanno paura, problemi che esigono risposte lungimiranti e profetiche, ardue, che ci sorpassano alla grande. Ma questi stessi problemi intaccano il nostro intimo e il nostro agire perché sviluppano in noi, volenti o nolenti, un clima di paura, di incertezza, di diffidenza, che ci rendono tristi, più aggressivi, meno solidali a contatto con le situazioni locali di quotidiana perplessità, e basta pensare alle famose ristrutturazioni d’aziende, private o pubbliche, fonti di licenziamenti, prepensionamenti e svuotamenti di casse comunali, cantonali, federali.