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Politica e Potere
02.03.2018 - 08:340
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

Rimborsopoli, parla l'ex Cancelliere Giampiero Gianella: "Sono nel mezzo di una tempesta ma ho agito in buona fede. Darò tutte le risposte a chi di dovere"

L'ex Cancelliere, uno dei protagonisti, si esprime dopo che il Consiglio di Stato gli ha chiesto di restituire due mensilità percepite a fine mandato. E intanto Fabio Bacchetta Cattori respinge le critiche al Gran Consiglio sulla mancata sorveglianza: "Il Controllo cantonale delle finanze non ha mai attirato la nostra attenzione su irregolarità, vere o presunte"

BELLINZONA - Rimborsopoli continua a tenere banco sulle pagine dei quotidiani ticinesi. In attesa che la Procura emetta il secondo decreto - si va verso un nuovo abbandono - sul filone giudiziario del caso, dal profilo politico continuano le schermaglie e le prese di posizione.

 

Il Corriere del Ticino ha raccolto la voce di Giampiero Gianella, uno dei principali protagonisti della vicenda. All’ex Cancelliere, ricordiamo, il Governo ha chiesto negli scorsi giorni la restituzione di due mensilità, percepite al termine del mandato

 

"l tema è complicato e non bisogna creare ulteriore confusione – spiega Gianella al CdT – quello che posso dire è che la nota a protocollo prevede che questo diritto sia esteso al cancelliere uscente. E, in questi termini, sono stato destinatario di questi due mesi. O meglio, di un onorario che corrisponde a due mesi di attività. Ma ripeto, il tema è complesso e sulle modalità darò risposta a chi di dovere: ovvero lo Stato e la Sottocommissione finanze che sta facendo le sue valutazioni”.

 

L’ex Cancelliere, se da una parte, confessa di sentirsi “nel mezzo di una tempesta”, dall’altra sottolinea: “Mi sento in buona fede perché ho sempre lavorato correttamente. E in tal senso sono a completa disposizione per fare chiarezza e fornire le mie risposte e spiegazioni. Sia di principio, che di procedura”.

 

La Regione, per contro, pubblica stamane un’intervista a Fabio Bacchetta Cattori. Il deputato PPS sta coordinando i lavori della Sottocommissione finanze, incaricata dal Gran Consiglio di presentare un rapporto sul caso entro la prossima seduta del Parlamento, in agenda il 12 marzo.

 

Bacchetta Cattori, nel colloquio con il quotidiano bellinzonese, tiene in particolare a respingere l’accusa che il Gran Consiglio fosse stato informato per tempo dal Controllo Cantonale delle finanze dei problemi legati ai rimborsi dei Consiglieri di Stato e del Cancelliere.

 

“Come deputati - dichiara - non ci stiamo a passare per coloro che sapevano e pur sapendo avrebbero tollerato una situazione non corretta per quanto riguarda i rimborsi del governo. Nei documenti trasmessici, il Controllo cantonale delle finanze non ha mai attirato la nostra attenzione su irregolarità, vere o presunte”.

 

Eppure, obbietta il quotidiano bellinzonese, alla voce “Osservazioni e proposte principali”, il Controllo Cantonale delle finanze scriveva nei rapporti trasmessi alla Gestione: “Invitiamo il Consiglio di Stato a sottoporre per approvazione all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio anche la Nap 44/2011 del 20 aprile 2011 che attualizza (oltre ai diritti conferiti per legge) le agevolazioni concesse al consigliere di Stato durante l’esercizio del mandato e dopo la cessazione dello stesso”.

 

“L’alta vigilanza - ribatte il deputato - non può scattare sulla base di una semplice, generica osservazione, priva dunque delle necessarie indicazioni di dettaglio. Diverso sarebbe stato il discorso se il Ccf avesse avvertito esplicitamente la Commissione della gestione che vi erano delle anomalie sui benefit del governo”.

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