EVENTI, CULTURA, TERRITORIO
Gennaio al LAC: Antigone, Teheran e la neve di Slava
Dal 15 al 25 Roberto Latini porta in scena Anouilh, Cecilia Sala conduce il pubblico nell’Iran di oggi e torna lo Snowshow di Polunin; completano il cartellone Spadaro e Le volpi. Premio Danza&Danza 2025 a Kotsifakis per Landless

LUGANO - Giovedì 15 e venerdì 16 gennaio Roberto Latini porta in scena in Sala Teatro una rilettura contemporanea di Antigone di Jean Anouilh, che lo scrittore ambientò nella Francia occupata: una potente metafora della resistenza, che esplora l’eterno conflitto tra legge e coscienza. Antigone è una figura universale che attraversa i secoli e oltrepassa i confini del tempo, simbolo di ribellione che diventa un’indagine intima sull’essenza dell’essere umano.

Roberto Latini, due volte Premio Ubu, costruisce uno spettacolo in forma di soliloquio e più voci, in cui ciascun personaggio si fa specchio dell’altro; un lavoro in cui Latini, anche interprete di Antigone, dirige Manuela Kustermann (Nutrice), in un dialogo tra ragione, giustizia, leggi umane e morali. Oltre i confini dell’identità e del genere, questa Antigone diventa corpo-coro, parola collettiva, nostalgia di vita perché quel corpo insepolto siamo noi, ancora vivi. Coprodotto da Teatro di Roma – Teatro Nazionale e La Fabbrica dell’Attore Teatro Vascello, il cast include Silvia Battaglio (Ismene), Ilaria Drago (Emone) e Francesca Mazza (Creonte). Lo spettacolo ha recentemente vinto il premio Last Seen 2025, assegnato tramite il voto dei lettori di Krapp’s Last Post.

Al Teatro Foce debutta in prima assoluta Peccato che sia femmina, testo e interpretazione di Luca Spadaro, regista, autore, pedagogo teatrale, direttore artistico e fondatore di Teatro d’Emergenza: venerdì 16 gennaio alle ore 20 (replica sabato 17 gennaio ore 20, domenica 18 gennaio ore 17), nell’ambito della Rassegna Home. Spadaro prosegue la sua indagine sulle discriminazioni nel XXI secolo, portando in scena un monologo sulle femmine o, meglio, su come un maschio etero, colto, di sinistra e radical chic le vede. Un attore, L.S., è nel camerino mentre si prepara per le prove de La bisbetica domata di Shakespeare: come nel teatro elisabettiano, i ruoli femminili sono affidati ad attori maschi e L.S. vestirà i panni di Caterina. Ma la regista sceglie un dispositivo non convenzionale: nel camerino, accanto all’attore, è presente anche il pubblico pagante. Nessuna privacy. L.S. si trucca, si veste, ripassa il copione, chiacchiera al telefono con un amico; una voce femminile, diffusa da un altoparlante, impartisce istruzioni precise e vieta categoricamente ogni interazione diretta con gli spettatori. Progressivamente, l’attore si ritroverà sempre più esposto e vulnerabile, di fronte agli occhi estranei e curiosi del pubblico.

Domenica 18 gennaio alle ore 20 Cecilia Sala è autrice e protagonista di Una notte a Teheran. Alle feste, nelle piazze, nelle celle, racconto immersivo e contemporaneo che intreccia giornalismo narrativo e linguaggio teatrale. La giornalista italiana porta in scena sul palco del LAC il suo primo progetto teatrale, in cui ritroviamo l’essenza del podcast quotidiano Stories, conducendo il pubblico in un viaggio tra le storie dell’Iran contemporaneo: dalle feste clandestine nelle case alle proteste nelle piazze, dalla guerriglia nelle università alle parole soffocate dietro le sbarre del carcere di Evin.

Da mercoledì 21 gennaio a domenica 25 gennaio torna a grande richiesta Slava’s Snowshow (da mercoledì a venerdì ore 20, sabato 24 ore 16 e ore 20, domenica 25 ore 14 e 18): lavoro poetico e universale, capace di incantare milioni di spettatori in tutto il mondo, di ogni età e provenienza. Emozioni, risate, poesia e una dolce malinconia trascinano il pubblico nel vento delle steppe russe, dove prendono vita magiche tempeste di neve. Geniale ideatore dello spettacolo è il russo Slava Polunin, considerato “il miglior clown del mondo”, che ama definire il suo teatro come “un teatro ricco di speranze e sogni, di desideri e nostalgie, di mancanze e disillusioni. Un teatro che sfugge a qualsiasi definizione, a un’interpretazione unica delle sue azioni e a ogni tentativo di limitarne la libertà”.

Mercoledì 21 gennaio alle ore 20 al Teatro Foce appuntamento con Le volpi, spettacolo intenso e tagliente con Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato. Scritto dalla Compagnia CapoTrave (alias Lucia Franchi e Luca Ricci), alterna ironia e dramma per raccontare la provincia italiana come microcosmo di dinamiche di potere, desideri e ossessioni individuali. In una sala da pranzo ombreggiata, all’ora del caffè, in un’assolata domenica di agosto, si incontrano due piccoli notabili della politica locale e la figlia di uno di loro: in un meccanismo di accordi che si stringono e si sciolgono, favori e concessioni, incarichi e supposti vantaggi, la conversazione scivola verso un dispositivo autoassolutorio, dove diventa “legittimo” riservarsi qualche esiguo tornaconto personale dopo essersi impegnati nella gestione della cosa pubblica. Le volpi è stato finalista ai Premi Ubu 2024 nella categoria “miglior nuovo testo italiano o scrittura drammaturgica”.

Accanto al cartellone di gennaio, il LAC annuncia un riconoscimento importante sul fronte della danza: Georgios Kotsifakis, interprete dell’assolo Landless prodotto da LAC Lugano Arte e Cultura e da Torinodanza festival e diretto da Christos Papadopoulos, vince il Premio Danza&Danza 2025. Landless ha debuttato in prima assoluta al Teatro Foce di Lugano il 14 giugno 2024 nell’ambito della seconda edizione del Lugano Dance Project. My Fierce Ignorant Step di Christos Papadopoulos, coproduzione LAC, vince il premio ex aequo come “miglior produzione contemporanea”.

Assegnati da una giuria di critici che scrivono sull’omonima rivista (Maria Luisa Buzzi, che la dirige, Elisabetta Ceron, Azzurra Di Meco, Giuseppe Distefano, Roberto Giambrone, Francesca Pedroni, Sergio Trombetta), i Premi Danza & Danza si annunciano come di consuetudine dal 1987 ogni inizio anno e vengono attribuiti a spettacoli, artisti, coreografi, ballerini e progetti che hanno fatto la differenza nell’anno appena concluso.

“Un danzatore raffinato con una consapevolezza della sua fisicità fuori dal comune, che abita il movimento, lo ascolta e lo carica di significati. Interprete prediletto di Christos Papadopoulos, Kotsifakis ne abbraccia la poetica, caratterizzata da movimenti ipnotici, minimalisti e gesti rivelando una grande maestria nel modulare i pesi, il ritmo e le intenzioni; la sua fisicità combina la precisione del controllo del corpo con una notevole capacità di mantenere un controllo muscolare e un’energia costante che esprime con sguardi fugaci e microvibrazioni corporee.”
Dalla motivazione del premio assegnato a Kotsifakis per Landless.

La giuria ha definito folgoranti le creazioni di Christos Papadopoulos My Fierce Ignorant Steps e Il cimento dell’armonia e dell’inventione di Anne Teresa de Keersmaeker e Radouan Mziriga, assegnando ad entrambi il premio quali “miglior produzione contemporanea”.

Informazioni e prevendita
Biglietteria LAC – Piazza Bernardino Luini 6, CH–6901 Lugano
Orari d’apertura: Ma–Ve 11:00–18:00 | Sa–Do 10:00–18:00
+41 (0)58 866 4222 | www.laclugano.ch

 

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