POLITICA E POTERE
"Rimborsopoli" verso la soluzione finale. Il Governo propone un forfait globale di 18'000 franchi. L'ex cancelliere Gianella: "Su di me insinuazioni discutibili, che mettono in discussione 38 anni al servizio dello Stato"
Il presidente del Governo, Manuele Bertoli sulla richiesta a Gianella di restituire i due salari extra: "Si tratta di un rapporto tra datore di lavoro e lavoratore, preferiamo non trattare la questione in piazza”. Lui: "Della richiesta è venuta a sapere prima la stampa del sottoscritto”
foto: TiPress/Gabriele Putzu
BELLINZONA - Un forfait annuo di 18’000 franchi, spese telefoniche comprese, e non più di 15’000 più rimborsi. Ieri il Consiglio di Stato ha presentato alla Sottocommissione di vigilanza le sue proposte per mettere la parola fine al tormentone di “Rimborsopoli”.

Il presidente del Governo, Manuele Bertoli, ha  motivato alla Regione la richiesta all’ex cancelliere Giampiero Gianella di restituire i due salari extra ricevuti al termine del mandato: “Nessun consigliere di Stato è uscito prendendo sia l’onorario sia la pensione. Nel caso di Gianella c’è stato questo cumulo, ma dato che si tratta di un rapporto tra datore di lavoro e lavoratore, preferiamo non trattare la questione in piazza”.

E lo stesso Gianella, da settimane coinvolto nella bufera, ha rilasciato alcune dichiarazioni al Corriere del Ticino.

“Non ho nulla da rimproverarmi e sono assolutamente tranquillo – ha dichiarato -. Semplicemente, arrivo un po’ all’ultimo a dover dare delle spiegazioni e questo ha dato il là a una serie di insinuazioni assolutamente discutibili e che mettono in discussione l’immagine della mia attività svolta per 38 anni in seno all’Amministrazione e sempre con passione, professionalità e dedizione a servizio dello Stato e del Governo”.

E sulla richiesta del Consiglio di Stato di restituire i due salari extra ha detto: “Anche qui si potrebbe discutere sulle modalità, visto che della richiesta è venuta a sapere prima la stampa del sottoscritto”.

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