POLITICA E POTERE
Digitalizzazione nelle scuole, Nicola Pini: "Non dimentichiamo allievi e docenti"
Il vicepresidente e deputato PLR: "Anche le scuole comunali andrebbero sostenute e incentravate tramite una politica cantonale per favorire lo sviluppo infrastrutturale"
© Ti-Press / Gabriele Putzu

BELLINZONA – Il Gran Consiglio ha dato luce verde al credito da 47 milioni di franchi per migliorare le infrastrutture digitali nelle scuole ticinesi. Il PLR Ticino ha accolto favorevolmente le decisione del Parlamento in quanto "l'obiettivo dell'investimento da 47  milioni di franchi è chiaro e condivisibile: permettere l'adeguamento della tecnologia e dei sistemi informatici – come accesso alla rete, PC, beamer e lavagne interattive, badge e stampanti multifunzionali – per garantire un insegnamento di qualità in tutte le scuole cantonali".

Secondo i liberali radicali, "quello votato dal Gran Consiglio è un primo e importante credito che fa parte di un più ampio investimento di 75 milioni di franchi su dieci anni. Ma il miglioramento dell'infrastruttura digitale è necessario, ma non sufficiente".

Per garantire lezioni innovative e una vera e propria educazione digitale "occorre infatti considerare l’utilizzo degli strumenti multimediali sia da parte del formatore, sia da parte dell’allievo. Non bisogna infatti perdere di vista il fatto che fra gli obiettivi fondamentali della scuola vi è anche quello di preparare al meglio bambini e adolescenti al mondo digitale, educando in sostanza all’uso consapevole della tecnologia. Il miglioramento dell’infrastruttura deve dunque accompagnarsi in primis da un approfondimento pedagogico e educativo e in seconda battuta dalla formazione dei docenti stessi".

Nicola Pini, vicepresidente del partito e deputato PLR, si è espresso così sul tema: "Oggi parliamo di scuole cantonali, non entrando nel merito di quelli comunali. E questo nonostante il fatto che si trovano degli allievi che già alla fine della scuola dell’infanzia cercano il digitale. Scuole che, in questo senso, sono squilibrate dal profilo delle risorse e che forse andrebbero sostenute e incentravate tramite una politica cantonale per favorire lo sviluppo infrastrutturale. Il tutto naturalmente in collaborazione con Comuni e Direzioni scolastiche”.

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