Politica e Potere
13.12.2019 - 17:050
Aggiornamento : 17:42

Il trionfo di Johnson secondo Tuor: "Ma il vero lavoro inizia dopo la Brexit"

Intervista al giornalista di Teleticino: "Il vero voto sovranista è stato quello degli scozzesi. L'accordo commerciale promesso da Trump? Non sarà il Paradiso..."

di Andrea Leoni

Alfonso Tuor, come leggi l’esito delle elezioni nel Regno Unito?
“È stato un risultato eccezionale da parte di Boris Johnsons. Il forte mandato ricevuto dagli elettori lo porterà a negoziare i futuri rapporti tra Gran Bretagna e Unione Europea. Non bisogna infatti dimenticarsi che la Brexit, che verrà messa in atto il 31 di gennaio, è solo l’inizio di un percorso. Il grosso del lavoro per Johnson comincerà dopo”. 

Il voto di ieri è da considerarsi una nuova grande vittoria dei sovranisti in Europa?
“Solo in parte. A mio avviso, oltre all’aspetto squisitamente politico, ha prevalso nel popolo britannico la voglia di chiudere finalmente questa faccenda della Brexit e di far rispettare il voto del referendum. Gli inglesi erano stufi di un Parlamento che non decideva”


Trump si è congratulato con Johnsons, promettendo un grande accordo commerciale. Ci credi?
“È tutto da vedere. Prima di tutto bisogna chiedersi se in futuro ci sarà ancora Trump come presidente degli Stati Uniti. In seconda battuta c’è da capire cosa potranno effettivamente concedere gli americani agli inglesi. Dei trattamenti preferenziali, senz’altro, ma non il Paradiso”

Perché?
“Perché gli USA non hanno più la forza di fare certi accordi commerciali. Ti faccio solo un esempio. Proprio in questi giorni stanno costringendo il Giappone ad acquistare aerei di guerra americani, anziché inglesi. Le ragioni del soldo, e gli interessi nazionali, prevalgono, come vedi”.

Per Trump, che non ha mai fatto mistero di augurarsi una disgregazione dell’UE, è comunque un successo politico.
“Questo senza dubbio. Ma, ripeto, dal punto di vista economico non so cosa potranno offrire. Non più di quello che offrono a Canada e Messico, in ogni caso”.

In tutto questo c’è il voto degli scozzesi, che hanno ampiamente premiato gli indipendentisti.
“Assolutamente. Quello è il vero voto sovranista uscito ieri dalle urne. È un chiaro segnale che gli scozzesi vogliono andarsene dal Regno Unito e restare nell’Unione Europea”.

Dici che per BoJo questa grande vittoria potrebbe tramutarsi in una grave sconfitta interna?
“Non lo so. Per il momento mi limito a dire che non è detto che la Gran Bretagna ci guadagni con la Brexit. Come non è detto che per forza ci perderà. La verità è che siamo davanti a una grande incognita e nessuno può sapere come davvero andrà a finire”

A tuo avviso il voto in Gran Bretagna avrà delle ripercussioni sulla votazione che si terrà in Svizzera nel mese di maggio sulla disdetta dell’accordo sulla Libera circolazione?
“Sicuramente darà un po’ di coraggio ai favorevoli all’iniziativa dell’UDC, ma non credo che influirà sul risultato. Nel nostro Paese sono altri i temi in gioco”.

 

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