POLITICA E POTERE
Un aiuto per i media a chilometro zero. PPD, Lega, PLR, Verdi e PS a favore della stampa
In una mozione deputati di diversi partiti chiedono al Consiglio di Stato di valutare azioni o progetti di supporto dei media locali e presentare al Gran Consiglio un messaggio in tal senso

BELLINZONA – Un aiuto ai media locali, come hanno fatto recentemente il Canton Vaud e il Canton Berna. Lo chiedono con una mozione interpartitica Lorenzo Jelmini (Partito Popolare Democratico), Amanda Rückert, (Lega dei Ticinesi), Alessandro Speziali (PLRT), Marco Noi (Verdi) e Tatiana Lurati Grassi (PS).

“Le difficoltà economiche che da tempo attraversano il settore dei media e della stampa scritta in particolare sono note e hanno già avuto pesanti conseguenze in Svizzera con la fine di alcune testate giornalistiche. Nel nostro Cantone abbiamo assistito alla chiusura del Giornale del Popolo e purtroppo né il Corriere del Ticino né La Regione sembrano navigare in acque tranquille”, si legge.

“Il sostegno dello Stato al giornalismo è certamente un fattore delicato e controverso perché potrebbe venir intesto come una diminuzione dell'autonomia e della libertà di pensiero. Una società democratica deve garantire a tutti i cittadini la possibilità di formare liberamente le sue opinioni, confrontandole con quella degli altri. L’accesso all'informazione è certamente un interesse pubblico da salvaguardare”, spiegano i deputati- “L'importanza della presenza di un'informazione libera e pluralista a beneficio di tutta la popolazione è una responsabilità pubblica ed è per questo che anche in diversi Paesi europei sono previsti sostegni di natura finanziaria”.

“Necessario comunque distinguere tra aiuti diretti, che rischierebbero di causare inopportune ingerenze dello Stato, e aiuti indiretti. In Svizzera è previsto un finanziamento indiretto che garantisce una diffusa informazione alla popolazione, in particolare nel settore audiovisivo come pure un aiuto finanziario per i costi sostenuti dalla Posta svizzera nella distribuzione dei giornali”, proseguono, convinti che “affinché sia in ogni caso tutelata la libertà di opinione, oggi risultano inevitabili aiuti finanziari da parte dello Stato, come proposto nei Cantoni Vaud e Berna”

“Alla luce di quanto sopra indicato, riteniamo necessario che il Consiglio di Stato proponga al Parlamento misure che portino ad un sostegno dei media presenti nel nostro Cantone ed in particolare per quanto riguarda la stampa scritta. Forzando il ragionamento, possiamo dire che questo in fondo è un sostegno anche al principio sempre più in voga della “produzione a chilometro zero”. L’informazione deve essere vicina al fatto che descrive per evitare di dipendere da gruppi editoriali con sede oltre Gottardo con visioni e sensibilità potenzialmente fuori luogo”, sono sicuri.

Per questo, chiedono “al Consiglio di Stato di valutare azioni o progetti di supporto dei media locali e presentare al Gran Consiglio un messaggio in tal senso”.

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