POLITICA E POTERE
Zali: "Referendisti, di chi è la cinica porcata?"
"Il licenziamento dei dipendenti di LASA è la prevedibile conseguenza diretta di referendum intesi a lasciare LASA senza i necessari mezzi finanziari per sopravvivere, facendo di conseguenza chiudere l’aeroporto", scrive il Consigliere di Stato

di Claudio Zali*

In politica, e non solo, solitamente i toni si alzano quando mancano argomenti migliori per confutare una realtà scomoda. A questa regola non sfugge la vicenda del licenziamento degli oltre settanta dipendenti Lugano Airport (direttore e dirigenti compresi). 

Necessità di comunicare loro formalmente che LASA, nell’ipotesi dell’accoglimento di anche solo uno dei referendum, dichiarerà il proprio fallimento intervenuta insolvenza 30 aprile diventa, per la sottile dialettica di una certa ricatto” o addirittura una “cinica porcata”. 

Cari referendisti, alzare la voce quanto volete ma vi è un’unica semplice verità di fatto: i posti di lavoro dei dipendenti LASA coloro la cui attività è legata allo scalo erano stati almeno temporaneamente salvati dalla politica cantonale e dalla Città di Lugano. Con l’approvazione dei relativi crediti LASA veniva infatti ricapitalizzata e otteneva, inoltre, la copertura dei previsti gestione dei prossimi difficili anni, ricevendo così il tempo e la tranquillità finanziaria necessari individuare e attuare le soluzioni volte ad assicurare un futuro duraturo a questa infrastruttura strategica per l’economia del Cantone. 

Se, anziché di rilancio, siamo qui oggi a discutere di licenziamenti, chiusure, piani sociali e improbabili ricollocamenti del personale, è solo ed unicamente perché quelli che ora strillano per gli inevitabili licenziamenti hanno imbracciato l’arma del referendum per sparare ad alzo zero, in primo luogo proprio sui lavoratori. Quegli stessi lavoratori che i referendisti dichiarano, a parole, di porre al centro della loro azione politica.

Quei lavoratori che, per colmo d’ironia, contribuiscono anche a pagare lo stipendio ai referendisti - sindacalisti e che in cambio hanno ricevuto da loro una lettera di licenziamento. 

La relazione di causa ed effetto tra referendum e licenziamenti è manifesta e non può essere negata mettendosi a strepitare. Il licenziamento dei dipendenti di LASA è la prevedibile conseguenza diretta di referendum intesi a lasciare LASA senza i necessari mezzi finanziari per sopravvivere, facendo di conseguenza chiudere l’aeroporto.

Quindi, se non ci fosse stato referendum è più che certo che non ci sarebbero stati questi licenziamenti. E allora, cari referendisti, di chi è la “cinica porcata”?

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
Potrebbe interessarti anche

CRONACA

Lugano Airport chiede un "sostegno straordinario per l’aeroporto" in caso di rinvio della votazione

POLITICA E POTERE

Il posto di lavoro dei dipendenti di Lugano Airport nelle mani degli elettori

POLITICA E POTERE

Aeroporto, parla Bertini: "Non è giusto illudere e prendere in ostaggio i dipendenti per finalità politiche". E sull'attacco di Caprara a Borradori...

POLITICA E POTERE

Referendum sull'aeroporto, ecco la data. Per quello cantonale si voterà il 26 aprile

CRONACA

LASA va in liquidazione. Ma la Città di Lugano proverà a traghettare lo scalo verso una gestione privata

POLITICA E POTERE

I Verdi: "Chi perde il posto non lo fa a causa dei referendisti o del Coronavirus. Ora si ricollochino"

In Vetrina

EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Locarno omaggia Asia Argento: Life Achievement Award in Piazza Grande

16 GIUGNO 2026
PANE E VINO

La Fontana nel calice: territorio, storie, accoglienza

08 GIUGNO 2026
PANE E VINO

Il Merlot del Ticino festeggia i 120 anni. E Angelo Trotta è ambasciatore del 'Quattromani'

05 GIUGNO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

LAC en plein air torna, più ricco e rinnovato

04 GIUGNO 2026
LETTURE

“Classiche motoristiche in Ticino e nei Grigioni e storia del rally in Ticino”, l’archivio vivo dei motori

04 GIUGNO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Nasce “Monti Motti Bike”, il nuovo paradiso della mountain bike

03 GIUGNO 2026
LiberaTV+

ANALISI

Il fattore C

08 GIUGNO 2026
LISCIO E MACCHIATO

"Berna ci frega con gli ucraini!". E De Rosa e i paletti sui ristorni

18 MAGGIO 2026
LISCIO E MACCHIATO

Mirante-Sirica, che scontro. E l'UDC contro il PLR

12 GIUGNO 2026