POLITICA E POTERE
Aperture dei negozi: in Ticino ricomincia la battaglia
Oggi il Gran Consiglio voterà su alcune liberalizzazioni, ma il sindacato UNIA ha già annunciato referendum

BELLINZONA - È il tema più caldo della sessione di Gran Consiglio che si aprirà oggi pomeriggio a Bellinzona. In Ticino si torna infatti a parlare di aperture dei negozi e come ogni volta il tema promette bagarre. Il Parlamento dovrà infatti esprimersi su un’iniziativa del PLR, primo firmatario il presidente Alessandro Speziali, che propone una serie di liberalizzazioni. 

In particolare si chiede di portare da tre a quattro le domeniche dell’anno nelle quali i negozi possono restare aperti, di estendere l’orario di apertura alle 19.00 e, punto centrale, di aumentare il numero dei negozi che hanno diritto alle deroghe previste per le località turistiche, con un’estensione della superficie da 200 a 400 metri quadrati. 

L’aumento della superficie, secondo gli iniziativisti, innescherà un circolo virtuoso: più negozi di una certa grandezza potranno aprire la domenica - in zone turistiche come Lugano - più saranno invogliati a farlo anche i piccoli.

La proposta liberale radicale ha raccolto in Commissione economia il sostegno di Lega, UDC e parte del Centro/PPD. Contrari invece socialisti, Verdi e la parte pipidina legata al sindacato OCST, che denunciano l’ennesimo attacco alle condizioni di lavoro del personale della vendita. 

Fuori dal Gran Consiglio si assiste alla classica contrapposizione tra le associazioni di categoria, DISTI e Federcommercio, favorevoli, e i sindacati contrari, con UNIA che ha già garantito il referendum nel caso il Parlamento oggi dovesse dare luce verde alla proposta. 

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