POLITICA E POTERE
Branda-Nardella-Brélaz
Giuseppe Valli in lode del sindaco di Bellinzona: "Mario sostiene tesi lucide, con una carica di idealità non lardellata da cascami ideologici del secolo scorso"

di Giuseppe Valli

No, non è un trio di centrocampisti né una linea di hockey bensì tre personalità politiche diversissime che ho del tutto arbitrariamente accostato. Ho seguito con interesse la serata di Teleticino in cui era annunciata la presenza di Mario Branda, sindaco di Bellinzona. Il tema era stato lanciato da Andrea Leoni il quale, apertits verbis, aveva scritto che il miglior candidato possibile per gli Stati dell’area progressista sarebbe stato l’attuale sindaco di Bellinzona. Ecco uno che la pensa come me, mi sono detto, così mi sono sintonizzato puntuale su Teleticino per sentire cosa ne pensasse il diretto interessato. Ho seguito con attenzione, favorita anche dal fatto che l’ospitata di Branda si incastrava perfettamente con la partita Inter-Juve che sarebbe seguita alle nove in tivù. Da tifoso nerazzurro non potevo chiedere di meglio. Arrivavo nelle migliori condizioni al match.

Branda è stato superlativo come l’’Inter che ha vinto! È oggi di gran lunga il politico che passa meglio in televisione. Dal mio punto di vista sostiene tesi lucide, con una carica di idealità non lardellata da cascami ideologici del secolo scorso. Insomma, ho la convinzione che Branda sia il miglior profilo di tutta l’area progressista per ambire ad una carica non solo cantonale ma anche a livello di confederazione. Se non ricordo male erano addirittura in tre a porre domande e pure quelle più insidiose le rendeva innocue con un sorriso sornione che anestetizzava chi avrebbe voluto mostrarsi pugnace e inflessibile. Chiunque ha visto la puntata non può che aver tratto una conclusione: è il migliore. Anche se a sinistra non si può dire, perché il migliore ricorda in modo sinistro Palmiro Togliatti, gran capo comunista. 

Allora, tornando alla tesi di Leoni, è del tutto evidente che nell’area nessuno può competere con Branda. Lapalissiano. Tirerebbe su voti a mazzi anche fuori da Bellinzona, dove non si aspetta altro che votarlo. E sicuramente se la giocherebbe alla grande, come l’Inter la semifinale di Champions col Milan. Ma in ultima analisi gli converrebbe lasciare la carica di sindaco a breve? Prima non avevo dubbi e concordavo in toto con Leoni, ma adesso la granitica certezza mostra qualche fessura. Branda sta inanellando a Bellinzona, da quanto leggo e ascolto, successi non di poco conto e senza ricorrere a indagini demoscopiche me lo vedo cantare a squarciagola Vado al massimo, come Vasco. Difficile scendere da un treno in corsa lanciato verso il miglioramento della qualità di vita di una città cui si è legati.

Allora ho ripensato ai sindaci italiani progressisti come Beppe Sala a Milano e soprattutto Dario Nardella a Firenze, spesso godibilissimo ospite di Un giorno da pecora, su Radio Rai1, dove si esibisce pure al violino essendo diplomato al conservatorio prima di un dottorato in diritto. C’è un giorno da pecora alla radio, ma pure i giorni da sindaco non sono da trascurare, né sono di serie B. Il nostro caro Branda non ha certo bisogno di farsi tirare per la giacchetta. Né gli spetta il ruolo di salvatore delle schiere rossoverdi. Gli aspiranti statisti di certo non mancano, se la possono giocare loro anche se oggettivamente non vedo molte possibilità. L’unica che poteva sostenere il peso della lotta per la riconquista era Marina Carobbio. Vedo male altri competitor. A meno che Branda, come Superman, voglia imitare le gesta del sindaco di Losanna, Daniel Brélaz. È stato nell’esecutivo di Losanna per 26 anni di cui 15 come sindaco e al contempo consigliere nazionale per i Verdi a Berna per una ventina d’anni. Sono precedenti che non mi sento però di suggerire!

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