POLITICA E POTERE
Le cicatrici di Berset: "Ferito dalle minacce e sorpreso dai media. Il futuro? Chissà, di certo non mi ritiro"
Il consigliere federale alla RSI: "Ho bisogno di riposarmi, poi vedremo. Valutazioni? Non posso permettermi di giocare a più tavoli"
TIPRESS

BELLINZONA – "Sono lo stesso di 20 anni fa, ma con vent'anni in più". Alain Berset si racconta alla RSI in un ritratto che non riguarda solo la politica e parla del suo futuro, quello che si creerà dopo la decisione di lasciare il Consiglio Federale. "Sono riuscito - continua - a mantenere gli affetti più cari. La politica dà, ma toglie anche: penso alla pandemia, alle pressioni enormi, alle minacce ricevute. E devo dire che da qui non se ne esce senza cicatrici".

Berset si è detto anche sorpreso di come i media abbiano gestito certe faccende. "Si è persone reali anche se si fa politica. I giornali hanno dato più spazio al fatto che ogni tanto piloto un aereo, piuttosto alle 29 votazioni popolari che ho dovuto gestire. Sono stato in zone di conflitto per sostenere i civili e a nessuno è interessato. Mentre una foto di una mia vacanza ha generato valanghe di commenti".

Un tema caldo è quello dell'aumento dei premi di cassa malati. "Non mi mancherà annunciarli. Lo faccio da 12 anni pur non essendo io a fissarlo. Si può fare di più? Certo, ma è dal 2018 che il Governo dice di aver esaurito il margine di intervento. Bisogna cambiare le leggi per poter andare oltre".

Sul futuro, Berset è ancora criptico: "Il lavoro da fare è sempre stato molto e non posso permettermi di giocare su più tavoli - dice alla RSI -. Per prima cosa avrò bisogno di riposarmi. Non aspettatevi che mi ritiri in un convento nel sud della Francia e che non si senta più parlare di me. Vedremo. Ho ancora voglia di lavorare e di scambi intellettuali".

 

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