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21.02.2024 - 14:550
Aggiornamento: 15:52

Confederazione condannata per razzismo dalla CEDU... Il Tagi plaude a Strasburgo, per Marchesi una sentenza "pazzesca"

Fa discutere il caso del bibliotecario di origine keniota controllato dalla polizia a Zurigo che ha ottenuto ragione dalla Corte europea dei diritti dell'uomo

ZURIGO - “Essere condannati per ‘profilazione razziale’ è motivo di vergogna”. Il Tages Anzeiger ci va pesante nel giudizio sulla Confederazione, commentando la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che l’ha condannata per razzismo. Mentre il consigliere nazionale UDC Piero Marchesi parla di sentenza “pazzesca”.

I fatti: Mohamed Wa Baile, un bibliotecario svizzero di origine keniota, viene fermato dalla polizia municipale alla stazione centrale di Zurigo nel febbraio 2015, mentre è in viaggio verso il politecnico, dove lavora. Si rifiuta di mostrare la carta d'identità alla polizia ritenendo che non ve ne fosse il motivo. Spiega che è stanco di essere costantemente controllato a causa del colore della sua pelle, anche se va a lavorare normalmente. Ma viene multato con 150 franchi per non aver eseguito gli ordini della polizia. Fa ricorso, ma tutti i tribunali svizzeri gli danno torto. Quindi porta il caso davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo a Strasburgo, che invece gli dà ragione.

Secondo la sentenza della CEDU pubblicata ieri, nel caso sono state commesse tre violazioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo: il controllo d'identità e il successivo procedimento dinanzi ai tribunali svizzeri hanno violato il divieto di discriminazione, il diritto al rispetto della vita privata e familiare e il diritto a una denuncia effettiva.

“Fortunatamente, almeno Strasburgo è disposta a garantire i diritti umani fondamentali – commenta oggi il Tagy -. Ma ciò dimostra anche che in Svizzera i diritti umani non sono sempre così garantiti come si vorrebbe far credere”.

Di segno opposto il commento di Marchesi sulla sua pagina Facebook: “Una sentenza della Cedu accusa la Svizzera di essere razzista perché la polizia ha controllato una persona di colore, che sostiene di essere stata attenzionata solo per il fatto di essere nera. La polizia per essere certa di non essere accusata di discriminazione dovrebbe dunque controllare solo persone bianche, di sesso maschile (per non essere contro le donne), eterosessuali (per non essere contro gli omosessuali) e ricche (per non essere contro i meno abbienti)?”. Titolo del post: “Pazzesco!”.

 

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