POLITICA E POTERE
Trump tassa la Svizzera, il PLR suona l’allarme per il Ticino
Il dazio del 31% sulle importazioni voluto da Washington rischia di colpire anche il nostro Cantone. I deputati liberali Speziali, Quadranti, Genini e Maderni chiedono al Governo una reazione immediata

BELLINZONA - Che impatto avranno i dazi americani sul Canton Ticino? Con un’interrogazione parlamentare, i deputati liberali radicali Alessandro Speziali, Matteo Quadranti, Simona Genini e Cristina Maderni chiedono lumi al Consiglio di Stato dopo la decisione del presidente Donald Trump di imporre un dazio del 31% sulle importazioni dalla Svizzera. Una misura che potrebbe colpire duramente anche l’economia ticinese, sempre più orientata all’export verso gli Stati Uniti. Il PLR sollecita il Governo a valutare l’impatto reale sul territorio e a coordinarsi con Berna e gli attori economici locali per predisporre una strategia efficace di risposta.

Pubblichiamo di seguito il testo integrale dell’atto.

ll 2 aprile 2025, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha formalmente annunciato e firmato un ordine esecutivo che impone un dazio del 31% sulle importazioni dalla Svizzera. Tale misura, giustificata da motivazioni legate alla protezione dell’industria americana e alla bilancia commerciale, colpisce in modo generalizzato tutte le esportazioni svizzere, incluse quelle provenienti dal Canton Ticino. Pur sapendo che la competenza è federale rileviamo che secondo l’Ufficio federale di statistica (UST), nel 2023 la Svizzera ha esportato merci verso il Nord America per un valore di 60,6 miliardi di franchi svizzeri, di cui la quota principale è rappresentata dagli scambi con gli Stati Uniti. Inoltre, dati ufficiali evidenziano che le esportazioni del Canton Ticino verso gli USA sono aumentate del 15,3% nell’ultimo periodo monitorato, a testimonianza della crescente importanza di quel mercato per l’economia cantonale.

Il provvedimento statunitense rischia di avere gravi ripercussioni per il tessuto produttivo ticinese, in particolare nei settori altamente internazionalizzati come l’industria metalmeccanica, elettronica, farmaceutica, orologiera e chimica, nonché per le PMI attive nei mercati nordamericani.

Domande al Consiglio di Stato

1. Il Governo dispone di una mappatura aggiornata delle aziende ticinesi che esportano verso gli Stati Uniti e del valore delle relative esportazioni?

2. È stato attivato un monitoraggio interno o interdipartimentale sull’impatto economico potenziale o già tangibile della misura imposta dagli USA?

3. Il Consiglio di Stato intende sollecitare la SECO, il DFAE o altri organi federali affinché la questione ticinese sia tenuta in adeguata considerazione nella strategia di risposta della Confederazione?

4. Sono stati presi contatti con altri Cantoni esportatori o con la Conferenza dei governi cantonali (CdC) per coordinare le iniziative a livello intercantonale?

5. Il Governo ha coinvolto AITI, la Camera di Commercio del Ticino, Ticino Manufacturing o altri attori economici locali per raccogliere informazioni sulle difficoltà già in atto e per impostare una risposta comune?

6. Intende il Consiglio di Stato istituire misure cantonali straordinarie di sostegno alle imprese colpite (consulenza giuridico-commerciale, supporto per la diversificazione dei mercati, accesso agevolato a fondi di promozione economica)?

7. È prevista la creazione urgente di un tavolo di coordinamento pubblico-privato, con rappresentanza economica e istituzionale, per valutare in modo continuo l’evoluzione della crisi e adottare risposte tempestive?

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