POLITICA E POTERE
Festa di primavera al Tassino, "Grande fratello" a Lugano e poliziotti turisti?
I consiglieri comunali Danilo Baratti e Nina Pusterla interrogano il Municipio a margine dell'evento svoltosi il 9 maggio

LUGANO - Danilo Baratti (Verdi e indipendenti) e Nina Pusterla (La Sinistra) hanno presentato un’interrogazione al Municipio di Lugano sulle telecamere di videosorveglianza installate al Parco del Tassino in occasione della Festa di primavera svoltasi il 9 maggio.

“L’evento – scrivono i due consiglieri comunali - è stato organizzato da un gruppo di operatori e volontari che ha regolarmente inoltrato una richiesta alle autorità competenti, ottenendo un permesso corredato da un elenco di sette pagine (!) di prescrizioni da rispettare.

Agli organizzatori è stato inoltre richiesto di farsi carico di numerosi costi per parcheggi, servizi, misure di sicurezza privata e di attenersi a norme particolarmente restrittive sul volume e gli orari della musica.

Nonostante il rispetto di tali condizioni (a nostro modo di vedere eccessive), gli organizzatori e le persone che hanno partecipato al momento di aggregazione si sono trovate a celebrare l’evento sotto numerose videocamere di sorveglianza installate su alberi e pali della luce nel parco, come documentato dalle foto allegate. Ci risulta che durante i sopralluoghi, avvenuti con gli organizzatori dell’evento e l’amministrazione cittadina pochi giorni prima dell’evento, non vi fossero videocamere installate e nemmeno se ne fosse accennato.

Le stesse sette pagine di condizioni poste dalla città per concedere l’autorizzazione non fanno alcun cenno alla videosorveglianza.

Ci risulta che la stessa sera agenti in borghese si sono recati alla festa per effettuare riprese video supplementari in loco, senza identificarsi né chiedere autorizzazioni a filmare (a quanto pare, hanno affermato di essere turisti in visita...)”.

 

Seguono le domande al Municipio

 

1. Quali sono le motivazioni specifiche che hanno portato la Polizia cittadina a installare un numero così elevato di videocamere per l’evento in questione?

2. Quanti dispositivi di sorveglianza sono stati effettivamente installati? Per quanto tempo sono rimasti attivi? Le immagini raccolte sono state archiviate? Chi ha avuto accesso a queste immagini? Se sì, per quanto tempo e con quali garanzie per la privacy? A chi è stata affidata e che costi ha generato l’installazione dell’impianto di sorveglianza?

3. Risponde al vero che la Polizia cittadina ha inviato agenti in borghese alla festa per compiere riprese video supplementari di chi partecipava alla festa? Se sì, perché questi agenti hanno nascosto il loro ruolo/identità e il reale motivo delle riprese effettuate?

4. Quanti erano gli agenti dispiegati durante la sera? Quanti in borghese? Le immagini raccolte dagli agenti sono state archiviate? Se sì, per quanto tempo e con quali garanzie per la privacy?

5. Gli organizzatori dell’evento sono stati informati preventivamente della presenza delle videocamere e di agenti in borghese?

6. Misure simili sono state adottate anche in occasione di altri eventi pubblici comparabili? Se sì, quali e con quali criteri?

7. Non ritiene il Municipio che questo tipo di sorveglianza massiccia rischia di creare un clima di sfiducia e scoraggiamento tra le persone che si impegnano a creare momenti di aggregazione positiva?

8. Come si concilia questo approccio con la visione di una Città che si proclama “vicina ai giovani, attenta alle loro esigenze e promotrice della partecipazione”? Come valuta la Città la distanza fra proclami e pratiche?

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