POLITICA E POTERE
LPI, riconoscere i Comuni polo: chi paga i costi delle funzioni di centralità?
Alain Bühler: “Serve equità tra i Comuni, oggi le funzioni di centralità non sono compensate”
TiPress / Francesca Agosta

BELLINZONA - Un’iniziativa parlamentare presentata nella forma generica da Alain Bühler, insieme ai cofirmatari Raide Bassi, Paolo Caroni, Gianluca Padlina, Luca Renzetti, Patrick Rusconi, Andrea Sanvido e Stefano Tonini, chiede di modificare la Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale (LPI).
L’obiettivo è introdurre un meccanismo chiaro, stabile e verificabile di compensazione delle funzioni di centralità, ossia dei costi strutturali che gravano sui Comuni polo che ospitano servizi, infrastrutture e attività di interesse sovracomunale: scuole postobbligatorie, istituzioni amministrative, nodi del traffico, poli culturali e sportivi, infrastrutture di sicurezza e servizi utilizzati quotidianamente da una popolazione molto più ampia dei soli residenti.
Secondo i promotori, l’attuale LPI non riconosce in modo adeguato questi oneri aggiuntivi, generando squilibri finanziari e limitando la capacità di investimento dei Comuni che svolgono un ruolo centrale per il Cantone. L’iniziativa invita quindi il Consiglio di Stato a presentare una revisione legislativa che introduca un istituto specifico di compensazione, ispirato ai modelli già adottati in altri cantoni svizzeri.

TESTO INTEGRALE DELL’INIZIATIVA PARLAMENTARE DEL 28 GENNAIO 2026

Presentata nella forma generica da Alain Bühler per il riconoscimento delle funzioni di centralità nella Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale 

Il Canton Ticino presenta una struttura territoriale caratterizzata dalla presenza di comuni che svolgono funzioni di riferimento sovracomunale, fungendo da poli regionali per l’erogazione di servizi pubblici, la localizzazione di infrastrutture strategiche e lo svolgimento di attività di interesse cantonale. In tali comuni si concentra in modo significativo una parte rilevante della vita amministrativa, economica, formativa, culturale e sociale del Cantone.
Questi comuni accolgono quotidianamente importanti flussi di pendolari, studenti e utenti provenienti da ampie aree del territorio; ospitano sedi istituzionali e amministrative, strutture scolastiche postobbligatorie e formative, poli culturali e sportivi, infrastrutture di trasporto e nodi intermodali, nonché servizi amministrativi e di sicurezza con una chiara valenza sovracomunale.
L’esercizio di tali funzioni non dipende da una qualificazione formale o da una specifica dimensione demografica, bensì dal ruolo effettivamente svolto all’interno dell’organizzazione territoriale cantonale e dalla fruizione dei servizi da parte di una popolazione che eccede quella residente.
È opportuno precisare che una parte rilevante dei servizi e delle infrastrutture a valenza sovracomunale è finanziata e gestita direttamente dal Cantone. Ciò nonostante, la loro presenza territoriale determina effetti indotti che ricadono in modo diretto e strutturale sui comuni sede. In particolare, si manifestano oneri significativi nei settori della mobilità e della gestione del traffico, della sicurezza locale, della manutenzione dello spazio pubblico, della gestione di eventi aventi impatto a livello regionale e delle infrastrutture comunali in ambito sportivo, culturale o museale, nonché costi operativi correlati alla fruizione quotidiana dei servizi da parte di non residenti. Tali oneri non sono riconducibili alla gestione del servizio in quanto tale, bensì ai costi territoriali e operativi connessi alla concentrazione delle funzioni e alla loro attrattività sovracomunale, e rimangono oggi in larga misura a carico dei comuni interessati.
L’attuale Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale (LPI) non prevede un riconoscimento specifico e strutturato delle funzioni di centralità, né contempla un meccanismo mirato volto a compensare i costi strutturali generati dalla fruizione sovracomunale di servizi, infrastrutture e funzioni di interesse regionale o cantonale. Ne deriva una distorsione nel riparto degli oneri finanziari, che incide sulla sostenibilità delle finanze comunali e sulla capacità di investimento dei comuni che svolgono un ruolo centrale per il funzionamento dell’intero territorio.
La stragrande maggioranza dei cantoni svizzeri ha invece introdotto strumenti specifici di compensazione delle funzioni di centralità, riconoscendo che i comuni polo contribuiscono in modo determinante al funzionamento complessivo del sistema territoriale. In cantoni come Berna, Vaud e Zurigo, la perequazione finanziaria tiene conto, in forme diverse, delle funzioni centrali esercitate da determinati comuni, mediante contributi specifici, correttivi mirati o parametri integrativi che considerano elementi quali i costi sostenuti per la realizzazione (ammortamenti) ed il funzionamento delle strutture caratterizzanti i poli, i flussi di pendolarismo, la concentrazione territoriale di infrastrutture e servizi di interesse regionale o cantonale e la fruizione da parte di una popolazione non residente.
Questi modelli partono dal presupposto che la localizzazione territoriale di funzioni pubbliche e infrastrutture strategiche generi costi strutturali che non possono essere adeguatamente compensati attraverso i soli meccanismi di perequazione delle risorse. Il riconoscimento delle funzioni di centralità consente pertanto di ridurre le distorsioni nel riparto degli oneri finanziari, di rafforzare l’equità tra enti locali e di garantire una maggiore coerenza tra organizzazione territoriale, pianificazione delle infrastrutture e sostenibilità delle finanze comunali.
L’esperienza maturata in altri cantoni dimostra inoltre che l’introduzione di strumenti di compensazione delle funzioni di centralità non indebolisce la solidarietà intercomunale, bensì la rafforza, rendendo più trasparente e oggettivo il legame tra benefici territoriali diffusi e oneri finanziari effettivamente sostenuti dai comuni sede.
Alla luce di queste considerazioni, appare opportuno e necessario dotare la LPI di un meccanismo chiaro, sistematico e verificabile, fondato su criteri oggettivi, che consenta di compensare in modo adeguato i costi strutturali derivanti dall’esercizio di funzioni sovracomunali, nel rispetto dei principi di equità, trasparenza e solidarietà intercomunale.
Per tutte le ragioni sopraesposte si chiede quindi che il Consiglio di Stato allestisca e presenti le basi legali necessarie per introdurre nella Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale (LPI) che introduca un istituto specifico di compensazione delle funzioni di centralità, destinato ai comuni che esercitano funzioni sovracomunali rilevanti:

1. definire criteri oggettivi e verificabili per l’individuazione delle funzioni di centralità e dei relativi oneri strutturali, tenendo conto in particolare dei costi sostenuti per le strutture a valenza sovra comunale, dei flussi di pendolarismo, della presenza di servizi e infrastrutture di interesse regionale o cantonale e della fruizione da parte di non residenti;
2. partendo dai modelli esistenti in altri cantoni, determinare un principio di compensazione finanziaria stabile, trasparente e fondato su indicatori misurabili;
3. stabilire le modalità di calcolo, i parametri e le procedure di riconoscimento del meccanismo di compensazione;
4. garantire che i contributi di centralità siano finanziati in modo equo nel quadro della perequazione finanziaria intercomunale.

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