POLITICA E POTERE
Canicola e lavoro, appello al Governo: “Serve una base legale per proteggere la salute pubblica”
Maurizio Canetta e Fabrizio Sirica, a nome del gruppo PS/GISO/FA, chiedono al Consiglio di Stato di intervenire a tutela di lavoratrici, lavoratori e cittadini durante i periodi di caldo estremo

Signor Presidente del Consiglio di Stato,
Signora Consigliera di Stato,
Signori Consiglieri di Stato,

stiamo vivendo il terzo periodo di canicola che quest’anno tocca il nostro cantone. Un primo assaggio lo abbiamo avuto già il 26 e il 27 di maggio, poi c’è stato un secondo momento tra il 17 e il 28 giugno, infine un terzo periodo tra il 5 e il 17 luglio. In tutti e tre i casi sono stati diramati allarmi canicola tra il livello 2 e il livello 4.

I fenomeni di calore estremo hanno fatto registrare temperature che hanno toccato i 32 gradi in maggio e i 37 in giugno e luglio. Sono valori record, ma soprattutto appare evidente che i periodi di canicola tendono a ripetersi più frequentemente e ad allungarsi. Una situazione che crea disagi e mette in pericolo la salute pubblica.

D’altra parte nel sito del DSS dedicato al tema si può leggere che “nei periodi di canicola, una prolungata esposizione al caldo può provocare disturbi di salute o aggravare malattie preesistenti, soprattutto nelle persone più vulnerabili come bambini, donne in gravidanza, anziani e soggetti fragili. Senza dimenticare che, se esposti a temperature elevate e per un periodo di tempo prolungato, tutti, anche le persone che godono di buona salute, possono soffrire di importanti disagi.”

La seconda parte del capoverso evidenzia la preoccupazione che tocca direttamente il mondo del lavoro. Le attività professionali in esterno o in luoghi chiusi non correttamente climatizzati mettono a rischio la salute di lavoratrici e lavoratori. Soltanto in tre rami professionali esistono delle limitazioni (edilizia, pavimentazioni stradali, pittura), mentre ci sono molte altre professioni (giardinaggio, ristorazione, logistica, sicurezza, per esempio) nelle quali la canicola può avere un impatto diretto sulla salute di chi vi opera. Senza dimenticare il settore delle cure, nel quale i rischi sono logicamente maggiori per i pazienti, ma hanno effetto anche sul personale e sulla sua capacità di resistenza.

Che si possa intervenire a livello cantonale lo dimostra il Canton Ginevra, che in data 25 giugno ha pubblicato la seguente decisione dell’OCIRT (Office cantonal de l'inspection et des relations du travail):

“Stiamo vivendo un'ondata di calore particolarmente intensa. Le temperature massime previste per il cantone di Ginevra dovrebbero raggiungere i 36°C fino a domenica. Inoltre, con l'aumento dell'umidità, le temperature minime notturne saranno più elevate, avvicinandosi ai 20°C o addirittura superandoli. In queste circostanze eccezionali, per tutta la durata dell'ondata di calore, almeno fino a domenica, entrano in vigore immediatamente le seguenti misure:

Tutte le attività all'aperto esposte al sole devono cessare alle ore 13:00, fatta eccezione per per attività essenziali all'aperto esposte al sole che non possono essere interrotte, in particolare per motivi di ordine pubblico o sicurezza, per le quali sono previste misure di accompagnamento che rendano il lavoro sopportabile.”

Allo stato attuale delle cose, il Consiglio di Stato non ha espresso intenzione di intervenire sul tema, argomentando che non c’è una base legale che consente di mettere in atto norme vincolanti. Noi riteniamo che la salvaguardia della salute di cittadine e cittadini sia uno dei compiti precipui dello stato e pensiamo che sia giunto il momento che il governo inizi un percorso che gli permetta di avere le basi legali per intervenire e imporre norme vincolanti di fronte ai periodi di canicola e di caldo estremo. Esistono settori nei quali i contratti ad hoc prevedono misure di intervento, ma riteniamo che un tema generale di salute pubblica non possa essere lasciato unicamente alle trattative tra partner sociali con il rischio di non coprire tutti i settori e le aziende. Le regole parziali esistenti sono state inoltre negoziate anni fa, quando la situazione non era così manifestamente estrema. È arrivato il momento di agire con decisione e con urgenza. L’autorità che emana le allerte deve avere gli strumenti per imporre delle misure.

Invitiamo quindi il governo con questa lettera aperta a prendere a carico il tema, facendo capo alle proprie competenze interne, appoggiandosi a medici del lavoro, consultando i partner sociali, affinché si possa avere una base legale che garantisca un intervento efficace a tutela della salute pubblica di fronte ai periodi di canicola. La salute di lavoratrici e lavoratori è un bene primario ed è anche nell’interesse delle aziende che venga tutelata al massimo grado. Non si tratta di introdurre norme indiscriminate o penalizzanti, ma di affrontare quella che sarà un’emergenza sempre più presente nelle estati a venire. Agire per tempo permetterà di mitigare i rischi di fronte al riscaldamento globale, una realtà sempre più presente e confermata.

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