POLITICA E POTERE
Botta e risposta Carobbio-Ritzer: "Respingo con fermezza ogni insinuazione"
La consigliera di Stato replica all’editoriale “Tabula rasa” del direttore de laRegione: "Se avessi avuto elementi concreti sui comportamenti di Zali, avrei agito"
TIPRESS

BELLINZONA – Marina Carobbio Guscetti non ci sta. Con una presa di posizione pubblicata oggi su laRegione con il titolo “Per un confronto corretto”, la consigliera di Stato risponde all’editoriale “Tabula rasa”, firmato ieri dal direttore del quotidiano Daniel Ritzer.

Nel suo commento, Ritzer ha messo in discussione la credibilità dell’intero Consiglio di Stato e del procuratore generale, sostenendo che il Ticino abbia bisogno di un nuovo Governo. Una valutazione politica che Carobbio riconosce come legittima. Il limite, afferma però la ministra socialista, "viene superato quando la critica lascia spazio ad accuse e insinuazioni personali".

“Ciò che non posso tollerare sono affermazioni false o insinuazioni che alimentano il sospetto”, scrive Carobbio, secondo la quale simili affermazioni finiscono per gettare indiscriminatamente discredito sulle istituzioni e infangare la sua persona.

Il punto più controverso riguarda quanto la consigliera di Stato avrebbe saputo dei comportamenti del collega Claudio Zali. Secondo Ritzer, Carobbio sarebbe stata informata “parecchio tempo fa” di situazioni inadeguate, senza intervenire. La vicepresidente del Governo respinge la ricostruzione: “Se fossi stata in possesso di elementi concreti e circostanziati – ciò che non è stato il caso – avrei agito, come fatto in altre occasioni”.

Carobbio replica anche a un altro passaggio particolarmente pesante del commento del direttore: “Non ho mai ricattato nessuno e non mi sono mai fatta ricattare”.  La ministra ribadisce quindi la propria fiducia nello Stato di diritto e nel ruolo dei media, chiamati a informare, contrastare la disinformazione e controllare il potere politico. Ma avverte che attacchi indiscriminati come quelli rivolti contro di lei "finiscono per avvelenare la discussione pubblica”.

Nella sua presa di posizione, Carobbio sottolinea come "la violenza e l'incitazione alla violenza sono inaccettabili da qualunque parte provengono. A un gioco al massacro politico indiscriminato, che fa male anche a livello personale, non ci sto”, scrive.

Ma Ritzer non arretra. In calce alla presa di posizione, il direttore osserva che la “veemente reazione” della consigliera di Stato arriva soltanto ora, dopo un editoriale nel quale la critica nei suoi confronti sarebbe stata laterale. E rilancia: con Carobbio, sostiene, aveva discusso "personalmente già in passato di situazioni problematiche riguardanti Zali, sulle quali il giornale aveva anche riferito".

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