POLITICA E POTERE
"Arrabbiati sì. Violenti no”. I giovani della politica contro Sciopero per il Clima
Presa di posizione congiunta dopo le dichiarazioni del Coordinamento cantonale: "Un'aggressione non abbassa il costo della vita". Chiesta una presa di distanza in vista della manifestazione del 20 novembre
Archivio TiPress / Alessandro Crinari

Tutti, almeno una volta, ci siamo arrabbiati per una decisione politica. È normale, ed è perfino sano: significa che ci importa di ciò che accade intorno a noi. Ma c’è una linea che non si supera. Possiamo protestare, contestare, scendere in piazza. Non possiamo minacciare, aggredire o distruggere. Nemmeno quando siamo convinti di avere ragione. Anzi, soprattutto allora.

Per questo ci hanno colpito le parole pubblicate il 20 ottobre da Sciopero per il Clima Ticino. Nel comunicato “Condannare la violenza?”, firmato dal Coordinamento cantonale, si legge che “la violenza è forse proprio ciò che la politica ticinese e svizzera si meriterebbe”. Lo stesso testo giudica meno deprecabile perfino l’immagine di “palazzi di potere in fiamme”. Sono frasi che dicono, in sostanza, che chi prende decisioni che non condividiamo potrebbe meritarsi di subire violenza. È un’idea che non possiamo accettare, da qualunque parte arrivi.

Come movimenti giovanili firmatari, condanniamo ogni forma di violenza, fisica o verbale, ogni minaccia, ogni danneggiamento, e ogni tentativo di giustificarli. Allo stesso tempo difendiamo con convinzione il diritto di protestare. Le preoccupazioni per la formazione, il costo della vita e il futuro della nostra generazione sono reali e meritano di essere ascoltate.

Proprio per questo non devono essere tradite dalla violenza. Una vetrina rotta non porta un franco in più alla formazione. Un’aggressione non abbassa il costo della vita. La violenza non risolve i problemi: li oscura, e finisce per togliere voce proprio alle ragioni che dice di difendere.

Il comunicato attribuisce ogni danno e ogni ferita a un fallimento della politica. Noi crediamo in un principio più semplice: chi governa risponde delle proprie decisioni, chi usa la violenza risponde delle proprie azioni. Gli errori della politica, quando ci sono, non diventano mai un alibi.

C’è poi una domanda che dovremmo porci tutti. Se oggi giustifichiamo la violenza perché viene dalla nostra parte, cosa diremo domani, quando sarà usata contro di noi? Una regola che vale solo per gli amici non è una regola. È un privilegio.

La coerenza comincia dalle piccole cose. Basta un post sui social: una minaccia la condanniamo anche quando colpisce un politico che non sopportiamo? Anche quando a scriverla è un amico, o qualcuno che la pensa come noi? Condannare la violenza degli avversari è facile. Il difficile, ed è anche la cosa giusta, è condannarla quando viene da chi ci sta vicino.

Il 20 novembre è prevista una manifestazione contro l’aumento delle spese militari e le politiche di austerità. Chiediamo alle organizzazioni aderenti (GISO, SISA, Sciopero per il Clima, GSsE, Gioventù Comunista e Giovani Verdi) di prendere pubblicamente le distanze da quelle parole e di impegnarsi per una manifestazione pacifica, rispettosa delle persone e dei beni pubblici e privati. Al Coordinamento cantonale di Sciopero per il Clima chiediamo di ritirare i passaggi che giustificano la violenza. Non è una richiesta contro qualcuno, ma a favore di tutti: di chi manifesterà, di chi non sarà d’accordo, e di una piazza in cui ognuno possa esprimersi senza paura.

Non serve essere d’accordo su tutto. Il confronto, anche acceso, è il sale della democrazia, ma funziona solo se le regole valgono per tutti, sempre. Criticare una scelta politica è un diritto. Manifestare è un diritto. Pensare che qualcuno meriti violenza per le proprie idee non lo sarà mai.

Arrabbiati sì. Violenti no.


Giovanna Pedroni, Giovani del Centro
Leonardo Ruinelli, Giovani Liberali Radicali
Nicolò Ghielmini, Giovani UDC
Alessio Allio, Movimento Giovani Leghisti

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
Potrebbe interessarti anche

CRONACA

Sciopero per il Clima: "Condannare la violenza? È il risultato del fallimento della politica"

CRONACA

Giovani, violenza e futuro. Giuseppe Sergi: "Il problema non è una generazione, ma la società"

POLITICA E POTERE

Il 20 novembre lo sciopero giovanile europeo: "Lottiamo per il nostro futuro, non per le loro guerre"

POLITICA E POTERE

Cassis, la manif 'pro Pal'... violenze o cinque piatti rotti? Da Gobbi a Sirica, da Farinelli a Gysin

In Vetrina

PANE E VINO

Grand Prix du Vin Suisse, trionfa il Merlot ticinese: cinque vini tra i sei finalisti

26 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Vini in Villa torna a Lugano: oltre 200 etichette da scoprire

22 OTTOBRE 2026
TELERADIO

Questa sera a Matrioska "le piazze in rivolta"

21 OTTOBRE 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

LAC: dal teatro di Oscar Wilde alla fantascienza di Blade Runner

20 OTTOBRE 2026
LETTURE

Due voci della poesia ticinese: Morgantini e Allidi raccontano la vita

19 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Il Ticino si racconta a tavola: vino, sapori e tradizioni per conquistare nuovi turisti

18 OTTOBRE 2026
LiberaTV+

ANALISI

Antonio Perugini: Zali, Ermani, il Consiglio della Magistratura, il rapporto Galliani...

18 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Sergio Savoia: la condanna della violenza e "i devoti praticanti del però"

20 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Schira: "Il funerale del liberalismo? Il morto non si è presentato"

22 OTTOBRE 2026