"Un agente deve sapere di essere responsabile delle proprie decisioni, ma deve anche sapere di non essere lasciato solo quando è chiamato a prenderle"

Dopo le polemiche suscitate dai decreti d'accusa nei confronti dei due agenti di polizia coinvolti nei fatti di Camignolo, tra le diverse prese di posizione critiche nei confronti della decisione del procuratore generale Andrea Pagani si registra anche quella del Sindacato OCST Funzionari di Polizia. Pur ribadendo il rispetto per il lavoro della magistratura, il sindacato esprime solidarietà ai due agenti e mette in guardia dal rischio che il timore di conseguenze giudiziarie possa condizionare l'operato delle forze dell'ordine.
Di seguito la nota integrale:
Camignolo: non si deve avere paura di fare il proprio lavoro
Il Sindacato OCST Funzionari di Polizia esprime la propria solidarietà e vicinanza ai due agenti coinvolti nel procedimento relativo ai fatti di Camignolo.
Nel pieno rispetto del lavoro della Magistratura e senza entrare nel merito della decisione, riteniamo necessario richiamare le condizioni concrete nelle quali operano gli agenti di Polizia.
Fare il poliziotto significa intervenire in situazioni complesse e tese, assumendosi responsabilità e prendendo decisioni spesso in pochi istanti. Gli agenti intervenuti a Camignolo erano in servizio e stavano svolgendo il compito loro affidato. Il loro operato può essere verificato nelle sedi competenti, ma non può essere giudicato dimenticando il contesto nel quale hanno dovuto agire.
Un conto è ricostruire successivamente un intervento, disponendo del tempo necessario e di tutti gli elementi raccolti; un altro è trovarsi sul terreno e dover decidere in pochi secondi, sulla base delle informazioni disponibili in quel momento. Anche questa differenza deve essere considerata quando si valuta l’operato di un agente.
A preoccuparci è soprattutto il rischio che tra i poliziotti cresca la paura di agire. Se ogni intervento delicato può trasformarsi in un problema personale o giudiziario, si rischia di generare esitazione proprio in chi è chiamato a proteggere la popolazione e a garantire l’ordine pubblico.
Questo non significa chiedere zone franche. Gli agenti conoscono l’importanza delle regole, della proporzionalità e delle responsabilità legate alla loro funzione. Chiediamo però equilibrio, rispetto e fiducia nei confronti del loro lavoro.
In queste ore è stato richiamato con forza il rispetto del lavoro della Magistratura. È un principio che condividiamo, ma che deve valere sempre e indipendentemente da chi si trova sotto inchiesta. Presunzione d’innocenza e garantismo non possono essere applicati a geometria variabile, soprattutto quando a essere accusati sono dei poliziotti.
Dietro ogni divisa c’è una persona, un lavoratore e una famiglia. Un agente deve sapere di essere responsabile delle proprie decisioni, ma deve anche sapere di non essere lasciato solo quando è chiamato a prenderle.
La sicurezza della popolazione dipende anche da agenti preparati e consapevoli delle proprie responsabilità, ma sufficientemente sereni da poter fare il proprio lavoro quando arriva il momento di intervenire
Il Sindacato OCST Funzionari di Polizia