SALUTE E SANITÀ
Giorgio Pellanda lancia l'allarme sulle finanze dell'EOC: "A rischio il programma di investimenti"
Il direttore del'Ente Ospedaliero: “Senza un allineamento tra la politica della Confederazione e quella dei Cantoni in ambito sanitario, il sistema è destinato a scoppiare”
TiPress/Alessandro Crinari

BELLINZONA - Giorgio Pellanda, direttore generale dell’Ente ospedaliero cantonale, ha spiegato oggi sul Caffè della domenica le difficoltà che stanno frenando la Pianificazione ospedaliera ticinese. Pianificazione bloccata dai ricorsi di due cliniche accolti dal Tribunale federale.

 

“Senza un allineamento tra la politica della Confederazione e quella dei Cantoni in ambito sanitario, il sistema è destinato a scoppiare”, ha affermato.

 

Dopo anni positivi l’EOC ha registrato nel 2017 una perdita di 2,3 milioni di franchi, che corrisponde allo 0,3% dei ricavi annuali, che ammontano a 710 milioni.

 

Più che il risultato d’esercizio, l’indicatore finanziario utilizzato per valutare lo “stato di salute” di un ospedale, ha aggiunto, è il risultato operativo o, meglio, l’Ebitda in percento dei ricavi.

 

Per un ospedale proprietario dei propri immobili, il valore ideale dovrebbe essere pari al 10% così da coprire in modo adeguato gli oneri finanziari derivanti dagli investimenti.

 

Ma nel 2017, l’Eoc ha conseguito un Ebitda pari al 2,3% dei ricavi: “È evidente – ha spiegato Pellanda - che questa percentuale è troppo bassa per garantire un adeguato autofinanziamento dell’ambizioso programma di investimenti immobiliari pianificato dall’Eoc multisito sui prossimi decenni”.

 

L’anno scorso “l’Eoc è riuscito ad invertire il trend negativo, anche se l’indicatore Ebitda rimane su livelli critici.

 

I costi di esercizio aumentano e quelli del personale rappresentano il 70%. L’Eoc ha visto crescere costantemente il numero dei pazienti, spesso anziani, e il progresso medico, tecnico e tecnologico ha assorbito investimenti importanti nelle strutture, nelle installazioni mediche e nelle attrezzature ospedaliere.

 

“Inoltre – ha concluso Pellanda - l’applicazione della Legge federale sul lavoro ai medici ospedalieri ha provocato un importante aumento del contingente dei Capi clinica e dei Medici assistenti impiegati”.

 

Insomma, i costi non sono destinati a diminuire. “a meno di voler incidere sulla qualità delle prestazioni, cosa che nessuno auspica!”.

 

 

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