In tutto questo, infine, ancora una volta, si evidenzia un deficit di umanità e compassione - i cattolici direbbero pietà - di cui è ammalata la nostra convivenza civile. Un sentimento che sta evaporando giorno dopo giorno, ma che nella cultura occidentale è sempre stato un tarlo che ci ha resi migliori. Compassione che non vuol dire battere le mani al morto, ma neppure oltraggiarne il cadavere a parole. E mettere la museruola, e spegnere le luci, sulla testimonianza di amici e famigliari, che nulla hanno fatto di male, se non piangere il loro marito, il loro fratello o il loro padre. Ma questi, si sa, sono discorsi buonisti.