Analisi
28.01.2021 - 12:130

Boris Bignasca: "Il Covid e la gestione mediocre della Svizzera"

Il capogruppo della Lega ci scrive: "Un tempo eravamo considerati leader mondiali nella mobilitazione e nella farmaceutica. C'è da chiedersi se lo siamo ancora..."

di Boris Bignasca*

Il Consiglio Federale, sicuramente, si sta impegnando al meglio delle sue possibilità per gestire questa crisi storica, di cui 12 mesi fa nessuno poteva prevedere l’impatto. Nel corso dell'anno sono stati elargiti importanti aiuti economici in diverse forme (lavoro ridotto, casi di rigore, indennità IPG, prestiti Covid). Ovviamente il tutto - non dimentichiamolo mai - facendo capo alle risorse dei contribuenti oppure creando nuovo debito, che resterà a carico dei cittadini e delle imprese. Il governo ha poi fortemente limitato le libertà personali, sociali e commerciali, imitando - c’è chi dice tardivamente - quanto fatto dai paesi confinanti. Misure che, per amor del vero, sono meno invasive di quelle attuate nel resto dell'Europa. 

I provvedimenti sembrano aver avuto un effetto positivo sulla crisi sanitaria. La diminuzione dei contagi e delle ospedalizzazioni a cui assistiamo in questi giorni sono il frutto di questi sacrifici, ma nelle prossime settimane dovremo riflettere sulla proporzionalità di queste restrizioni. Sono ancora necessarie oppure eccessive? Fino a che punto si può allentare la morsa e come, senza compromettere i risultati epidemiologici raggiunti e la campagna di vaccinazione appena iniziata? Occorre cominciare a pensarci oggi perché molti ristoratori e commercianti non hanno bisogno solo di aiuti, ma anche della dignità che proviene dal lavoro.

Alcune opzioni, da verificare, potrebbero fornirle gli strumenti che il Consiglio Federale ha finalmente messo in campo ieri.  Strumenti chiesti da più parti (anche dal gruppo politico che rappresento) e che da tempo diversi altri paesi utilizzano. Su tutti la possibilità di testare a tappeto, asintomatici compresi, a spese della Confederazione. Meglio tardi che mai!

Quest'ultima decisione fa emergere un tempismo non proprio lodevole da parte delle autorità federali. Oltre che una disorganizzazione che abbiamo già purtroppo osservato durante la prima ondata riguardo alle mascherine, definite inizialmente come inutili dagli stessi uffici federali, perché mancavano le scorte. La stessa cosa è avvenuta con i test rapidi, per ammissione del Consigliere Federale Berset.  

Querst'ultimo aspetto solleva un tema che mi sta molto a cuore. Un tempo eravamo considerati leader mondiali nella mobilitazione della popolazione, nell’organizzazione, nella logistica e nel settore farmaceutico. C’è da chiedersi se lo siamo ancora, soprattutto alla luce dei risultati notevoli di paesi come Israele nella campagna di vaccinazione. È un problema politico molto serio ma anche di sistema Paese. Risulta piuttosto incredibile che il Governo federale e le più illustri case farmaceutiche del mondo, non siano riusciti a proporre un vaccino made in Switzerland o comunque un piano vaccinale che non dovesse soffrire di ritardi e carenze. A maggior ragione pensando che Lonza, che co-produce il vaccino Moderna, è una delle principali multinazionali del nostro Paese.....

Diciamoci la verità: allo stato attuale della crisi non possiamo trovare un punto dove la Svizzera abbia particolarmente fallito, ma nemmeno riusciamo a trovare un punto di cui andare particolarmente fieri. Siamo di fronte a una gestione complessivamente mediocre. Il che è molto poco svizzero. Tra il Consiglio Federale e il Covid, finora, sta purtroppo vincendo quest’ultimo e ne abbiamo fatto le spese tutti con decessi, ammalati, personale sanitario allo stremo, libertà personali sacrificate e mondo del lavoro azzoppato.

Speriamo che la situazione migliori decisamente nei prossimi mesi e in modo da poter tornare ad essere orgogliosi della nostra Svizzera. Il Consiglio Federale ha ancora la possibilità di sorprenderci. 

*Capogruppo Lega

News e approfondimenti Ticino
© 2021 , All rights reserved