Secondo Me
10.01.2015 - 14:030
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

Nicola Pini si smarca e scrive a Cattaneo: “Liberali e radicali, caro Rocco non tradiamo la storia del nostro partito”

Il candidato e vice presidente: “Ci stiamo avvicinando al ripristino del tandem liberale in Consiglio di Stato in cui le due anime, quella radicale e quella liberale, sono sempre state rappresentate”

L’annuncio è arrivato ieri dalle pagine de LaRegione con l’intervista rilasciata dall’ex magistrato: Jacques Ducry ha lasciato il PLR e ritorna in politica, anche se da indipendente, in forza al PS. Un addio, come dichiarava al quotidiano bellinzonese, dettato dai cambiamenti avvenuti all’interno del partito, che ha ormai perso la ‘erre’ di radicali, e in cui Ducry non si riconosce più. Ed è su questo addio, con una lettera aperta inviata oggi a Rocco Cattaneo (che pubblichiamo integralmente in quanto segue), che riflette il candidato al Governo, nonché vice presidente dei liberali radicali, Nicola Pini, lanciando un appello ai colleghi e ai vertici: “rimaniamo uniti”.

di Nicola Pini*

Caro Presidente,

il Nostro Partito copre gran parte dello spettro istituzionale, da destra a sinistra, è laico e interclassista. Jacques Ducry è stato per tutta la vita un importante rappresentante della parte sinistra del nostro Partito, quella progressista, che una volta si chiamava radicale.

Ora Ducry, deluso dal suo stesso Partito, esce e va in lista con il PS. Mi associo al tuo vice Morisoli per affermare che Jacques fa “quel che vuole”. Avrei preferito che manifestasse il suo dissenso all'interno degli organi di Partito, ma ora è inutile piangere sul latte versato.

Dichiarando che siamo cambiati si delude però una parte importante del Partito. Tanti, ma tanti liberali radicali hanno una spiccata sensibilità sociale e ambientale, credono nella scuola pubblica e in un preciso ruolo della Stato. Tanti dei nostri rappresentanti di peso sono emanazione, ieri come oggi, di questa parte di Partito.

Tagliare fuori una o più sensibilità del Partito significa tradire la nostra stessa storia che ha fatto della sua ampiezza una forza di equilibrio e capacità di governo. L'unità è uno strumento per essere propositivi, non un fine da raggiungere. Il confronto sulle idee è sempre positivo, a differenza dei personalismi. Anche perché noi liberali radicali detestiamo il pensiero unico.

Ci stiamo avvicinando al ripristino del tandem liberale in Consiglio di Stato in cui le due anime, quella radicale e quella liberale, sono sempre state rappresentate.

Rocco, Michele, rimaniamo uniti e forti come la nostra storia ci ha insegnato.

*Vicepresidente del PLR e Candidato al Consiglio di Stato

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