Non c'è gerarchia in questo unico corpo, privo di colore se non quello epidermico che per la sua drammaticità, mi ha ricordato i deportati dei campi di concentramento, nel loro ballo mortale. Perché quell'essere nudi, schiacciati gli uni contro gli altri dal terrore, paralizzati dall'incognita della follia, è un'immagine collettiva che racchiude un dramma intangibile, effige del male e del terrore. Perché quando si è nudi si è privi di difese e dignità.