SECONDO ME
Farinelli: "Non è questione di essere europeisti bensì realisti. Con l'UE bisogna mantenere l'equilibrio dinamico"
Il liberale: "Credere che uscire da questo meccanismo non comporti un prezzo, alto, da pagare è illusorio. E anche sostenere che si possa tornare al regime precedente lo è"

di Alex Farinelli*

In tempi normali dobbiamo avere buone relazioni con l’Unione Europea, in tempi difficili, invece, ottime. Potremmo partire da questa semplice frase per fare una riflessione sulle nostre
relazioni con il nostro grande vicino. 

Non si tratta di essere europeisti, ma realisti: la Svizzera non è un’isola ma si trova esattamente al centro del continente europeo e la gran parte delle nostre relazioni commerciali, culturali, nell’ambito della sicurezza o della ricerca (per citare alcuni campi) si sviluppano con questi Stati.

L’arte sta nel mantenere quel sottile equilibrio dinamico, perché è impensabile che col tempo le situazioni non cambino, nel quale la Svizzera sappia ritagliarsi il suo giusto spazio consapevoli che le buone relazioni sono negli interessi di entrambi. Pensiamo ad esempio a quanto sia importante, per mantenere i posti di lavoro sul nostro territorio, che le imprese nel nostro paese (e non mi sto riferendo ai famigerati “capannoni” evocati in maniera caricaturale) possano avere delle condizioni di accesso al mercato europeo come si trovassero in un paese dell’UE.

Credere che uscire da questo meccanismo non comporti un prezzo, alto, da pagare è illusorio. E anche sostenere che si possa tornare al regime precedente lo è. Nessuno dice che lo stato attuale sia perfetto e che non si possa, e si debbano, correggere delle storture. Ma sarebbe come dire che siccome oggi ci sono alcuni problemi legati alla rivoluzione tecnologica in corso, in Svizzera si dovrebbe tornare come eravamo nel 2002: niente smartphone, niente internet diffuso, niente progresso tecnologico digitale. 

Certo, si viveva anche allora, ma in un mondo che cambia, sempre più velocemente, tornare indietro non è la soluzione. Andare avanti invece cercando veramente di correggere i problemi sì. È questo che dobbiamo fare.

*Consigliere Nazionale PLR, da Opinione Liberale

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