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Durisch vs Vitta: "Così è poco leale..."
"L’iniziativa del 10% é un primo passo verso un sistema più equo, in cui i premi di cassa malati siano proporzionati al reddito"
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Casse malati, doppio No del PLR: “Così si rischiano più tasse”

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Casse malati, doppio No del PLR: “Così si rischiano più tasse”

30 AGOSTO 2025

di Ivo Durisch *

L’articolo di Christian Vitta (LEGGI QUI) solleva preoccupazioni riguardo alle due iniziative sui premi di cassa malati su cui saremo chiamati a votare a settembre. Alcune sue affermazioni, però, meritano un chiarimento.

Per quanto riguarda l’iniziativa del 10%, si paventa un aumento generalizzato delle imposte. Ma se davvero sarà necessario un adeguamento fiscale, questo avverrà in forma di redistribuzione della ricchezza, ovvero con un maggiore contributo da parte di chi ha redditi molto alti. È un primo passo verso un sistema più equo, in cui i premi di cassa malati siano proporzionati al reddito, come giusto che sia in un contesto in cui i premi diventano sempre più onerosi e il nostro sistema fiscale sempre meno progressivo.

I numeri parlano chiaro: per la grande maggioranza della popolazione — famiglie con e senza figli, persone sole, giovani e anziani — anche a fronte di un eventuale aumento delle imposte, il saldo netto resterebbe ampiamente positivo, perché il beneficio dei sussidi sarebbe ben superiore al costo. Presentare solo lo scenario negativo, senza menzionare i vantaggi, è poco leale. E ancor meno lo è se a farlo è chi, negli ultimi anni, ha sostenuto sgravi fiscali a favore dei più benestanti, riducendo le entrate del Cantone e aggravando il problema strutturale.

Quanto al presunto miliardo di costi in tre anni, è un argomento usato più per intimorire i cittadini che per informare. In fondo, la vera domanda è: preferiamo che questo peso cada sulle famiglie già in difficoltà o che venga sostenuto in maniera proporzionata da chi ha più disponibilità?

Sulla seconda iniziativa, relativa alla deduzione integrale dei premi di cassa malati, persino il Consigliere di Stato riconosce che la misura favorirebbe soprattutto i redditi più alti. Un’ammissione importante, perché significa riconoscere che le deduzioni fiscali sono uno strumento regressivo: chi ha redditi bassi non ne beneficia quasi per nulla, mentre chi guadagna molto ottiene un risparmio significativo. Sarebbe stato opportuno dirlo anche in passato, quando si spingeva su politiche fiscali che hanno impoverito le casse cantonali.

Infine, Vitta afferma che il vero problema sta nella crescita dei costi sanitari. Concordiamo: i costi vanno contenuti. Ma allora perché, visto che il Consiglio di Stato dispone di strumenti concreti come la pianificazione ospedaliera, non si interviene con maggiore decisione? Limitare i mandati di prestazione alle cliniche private o rafforzare la prevenzione sarebbero misure efficaci, che incidono davvero sulla spesa, molto più che respingere iniziative popolari senza offrire alternative credibili.

* capogruppo PS in Gran Consiglio

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