SECONDO ME
Christian Vitta: "No all'aumento delle imposte"
Il direttore del DFE in campo contro le due iniziative sui premi di cassa malati: "I costi ricadrebbero su tutti i cittadini e sull'economia"

di Christian Vitta*

Il prossimo mese di settembre ci recheremo alle urne per due importanti votazioni cantonali che riguardano un tema sensibile e d’attualità, quello dei premi di cassa malati. Due iniziative che non risolvono il problema, ma che comporteranno importanti aggravi finanziari che ricadranno su tutti i cittadini e sulla nostra economia in termini di maggiori imposte e minore supporto dello Stato.

La prima iniziativa, denominata 10%, può apparire a prima vista accattivante, ma evitando di indicare come finanziarla può rappresentare un regalo avvelenato. Il suo costo è di 300 milioni di franchi ogni anno con tendenza a crescere (in tre anni avremo un costo complessivo di quasi 1 miliardo di franchi!). Costo che ricadrà su tutti noi cittadini attraverso un aumento delle imposte (una prima stima prevede un possibile aumento generalizzato delle imposte del 20%) e la messa in discussione di sostegni e servizi dell’ente pubblico oggi erogati a enti e popolazione in vari ambiti della nostra vita quotidiana. A subirne le conseguenze saranno anche gli investimenti. Con una mano si danno ulteriori nuovi sussidi, ma con l’altra si farà pagare il conto a tutti i cittadini e all’economia.

La seconda iniziativa, quella che chiede di aumentare ulteriormente le deduzioni fiscali per i premi di cassa malati, interviene in un ambito dove si è già agito in maniera importante. Queste deduzioni sono già state oggetto di un adeguamento e recentemente di una loro estensione.

Oggi siamo il Cantone che concede giustamente le deduzioni più elevate di tutta la Svizzera avendo dei premi di cassa malati più elevati. In proporzione, in Ticino sono già oggi concesse deduzioni molto più elevate rispetto al differenziale dei premi di cassa malati. Un ulteriore innalzamento di queste soglie non porta un tangibile beneficio a chi è più in difficoltà a far fronte ai premi (nel nostro sistema fiscale progressivo chi più ha reddito più beneficia economicamente di queste deduzioni). Si tratta dunque di risorse importanti (complessivamente per questa iniziativa si parla di un impatto di 100 milioni di franchi) che non rispondono al problema e, come nel precedente caso, implicano possibili importanti aumenti di imposte e il blocco di investimenti, sostegno e servizi oggi erogati alla popolazione.

Governo e Parlamento hanno respinto entrambe queste iniziative, consapevoli che il problema dei premi di cassa malati è prioritario e merita risposte efficaci, agendo direttamente sul problema che significa un contenimento della crescita dei costi e non con iniziative, come quelle che andremo a votare, che nella sostanza non agiscono alla radice del problema. Anzi, il costo annuale di svariate centinaia di milioni di franchi ricadrebbe interamente ogni anno sui cittadini ticinesi e sulla nostra economia senza che vi sia una solidarietà confederale, facendo così anche un piacere a Berna che, oltre a non dover sopportare nessun costo, avrebbe anche meno pressione per agire a favore del Ticino.

*direttore DFE

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