POLITICA E POTERE
Casse malati, doppio No del PLR: “Così si rischiano più tasse”
Il Comitato cantonale riunito a Mendrisio respinge all’unanimità le due iniziative del 28 settembre. Speziali: “I conti non tornano, costi troppo alti per casse pubbliche e ceto medio”. Anche la scuola al centro del dibattito
TiPress / Samuel Golay

MENDRISIO – Doppio No del PLR alle iniziative sulle casse malati che saranno sottoposte al voto popolare il prossimo 28 settembre. Riunito in Comitato cantonale a Mendrisio, il “parlamentino” liberale radicale ha bocciato all’unanimità sia la proposta del PS per fissare un tetto massimo dei premi al 10% del reddito disponibile, sia quella della Lega che prevede la deduzione integrale dei premi dalla dichiarazione fiscale.

Le due iniziative sono state giudicate troppo onerose per le casse pubbliche e penalizzanti per il ceto medio: secondo le stime, l’aggravio sarebbe di circa 400 milioni di franchi – 300 milioni per la proposta socialista e 100 milioni per quella leghista. Una spesa che, secondo i delegati PLR, avrebbe come conseguenza diretta l’aumento delle imposte o il taglio di servizi essenziali.

Nel suo intervento, il presidente Alessandro Speziali ha sottolineato come le due iniziative non affrontino la vera radice del problema: “Al netto degli slogan, i conti non tornano. L’onere sfiora le centinaia di milioni: per un Cantone già sotto pressione significa o aumentare le imposte o tagliare servizi essenziali, senza toccare il vero motore della spesa, ossia l’esplosione dei costi sanitari”.

Speziali ha inoltre lanciato un appello al Consiglio di Stato affinché scelga la via della rapidità e della semplificazione burocratica: “Se parte dell’amministrazione rimane un freno, avremo meno crescita, più costi e un nervosismo crescente. Senza un cambio di passo, il malcontento finirà per tradursi in referendum e iniziative estreme”.

Il Comitato cantonale ha discusso anche della regolamentazione degli smartphone a scuola. Speziali ha definito “di buon senso pedagogico” l’estensione del divieto d’uso promossa dal DECS fino alle elementari e alle scuole dell’infanzia: “Porta omogeneità di regole e più qualità in classe. Se accompagnata da educazione digitale e coinvolgimento delle famiglie, la combinazione è quella giusta: regole semplici e responsabilità condivisa”.

Oltre ai temi cantonali, il PLR si è espresso anche sulle votazioni federali. Via libera netto all’introduzione dell’identità elettronica (e-iD), mentre sull’abolizione del valore locativo il dibattito si è rivelato più acceso. Alla fine il “parlamentino” ha scelto di lasciare libertà di voto ai propri membri.

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