SECONDO ME
Yvonne Ballestra Cotti: “Lo sport educa, la politica lo renda possibile”
“Sul campo i ragazzi imparano errore e ripartenza; a chi governa il compito di investirci davvero: sostegno a club e volontari, impianti adeguati e accessibili, per generazioni più forti e comunità più coese”

di Yvonne Ballestra Cotti *

L’ultimo giorno dell’anno è spesso tempo di bilanci. Per me lo è diventato attraverso il ricordo di ciò che lo sport mi ha regalato. Da bambina ballerina, trascorrevo ore in sala, immersa nella musica classica, in uno spazio fatto di silenzio, disciplina e introspezione. Non ero in prima fila, non ero la più esuberante: dal mio secondo posto osservavo, ascoltavo, riflettevo. Era un tempo prezioso, tutto mio, in cui imparavo a conoscermi dentro.

Con l’arrivo dei figli, quel rapporto intimo con il movimento si è aperto verso l’esterno e mi ha portata su un campo da calcio, alla scoperta di un mondo nuovo. All’inizio ero una spettatrice distratta, poco interessata al gioco e più a ciò che accadeva attorno al campo. Col tempo, però, anche per dare una mano al club dei miei figli, mi sono ritrovata dall’altra parte della linea: in campo, ad allenare i più piccoli. È lì che ho compreso davvero la forza educativa dello sport. Il profumo dell’erba, il sole sulla pelle, ma soprattutto le partite: cadere e rialzarsi, subire un gol e riprendere il pallone, perdere un duello e affrontarne subito un altro. Vincere o perdere, e poi ricominciare. Sempre.

Lo sport insegna che l’errore non è una fine, ma un passaggio. Che la sconfitta contiene sempre la possibilità di reagire in modo diverso. E questa consapevolezza, coltivata fin da piccoli, costruisce persone più forti, più responsabili, più consapevoli.

Per questo lo sport giovanile non è un semplice tempo libero: è uno spazio educativo fondamentale. Offre movimento e salute, ma soprattutto relazioni umane autentiche, confronto, rispetto delle regole, gestione delle emozioni. È una palestra di vita.

Ed è qui che entra in gioco la politica. Una politica lungimirante deve considerare lo sport giovanile come un investimento sociale, non come una voce marginale di bilancio. Sostenere le società sportive, valorizzare il volontariato, garantire infrastrutture adeguate e accessibili significa prendersi cura delle future generazioni. Significa costruire una società più sana, più coesa e preparata ad affrontare i cambiamenti.

Lo sport educa. La politica ha il dovere di creare le condizioni perché questa educazione sia possibile per tutti. È una scelta che va oltre lo sport e tocca il cuore della crescita sociale.

 
* Consigliera comunale per IL CENTRO Locarno

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