SECONDO ME
Franco Zantonelli punge i 'maduristi' nostrani
Appunti ironici a ruota libera a margine delle iniziative annunciate dopo l'arresto del leader venezuelano

di Franco Zantonelli *

“Stanno cercando di organizzare una manifestazione a Bellinzona a sostegno di Maduro”. Me lo spiffera con una telefonata a tarda sera, dal solito numero sconosciuto e con voce contraffatta, l’Underwood nostrano. “Ma chi?” Gli chiedo. “Guarda, mi risulta si tratti di un gruppo di goscisti arcobaleno, quindi verdi, socialisti e comunisti, appoggiati da una rete di giornalisti amici, uno dei quali ha dichiarato di essere disposto a recarsi fino a Lumino in ginocchio da Bellinzona, nel caso in cui Trump decidesse di liberare Maduro”. Lumino, più Botteghe Oscure che Bad Godesberg, alla stregua di Fatima, dove i credenti si sbucciano le ginocchia sulla spianata del santuario, in ossequio alla Madonna.

Gli è che, con questo freddo, organizzare una manifestazione a Bellinzona, è facile da dirsi ma difficile da farsi. Anche perché, ti starà pure sulle scatole Trump, quasi come Netanyahu, però è escluso andare in piazza con i bambini al seguito, come nelle gloriose manifestazioni pro-pal del tiepido autunno scorso. Che poi te li ritrovi ammalati e devi trottare. Ma questi difensori nostrani della democrazia non si arrendono e, allora, ecco l’idea che si accende come una lampadina. Coinvolgiamo gli autisti dei bus fa uno. E di fronte allo sguardo stralunato dei suoi compagni spiega che Maduro quello faceva di professione, prima di diventare un pupillo di Hugo Chavez.

Quindi Trump non solo ha umiliato un capo di Stato ma, pure, la categoria dei conducenti di mezzi pubblici. Che poi, a quanto pare, come in un film di Woody Allen, sembrerebbe sia quello il motivo reale per il quale ha mandato la Delta Force nella stanza da letto del presidente del Venezuela. Dicevamo un film di Woody Allen e ci riferiamo a “Zelig”, in cui il protagonista è ossessionato dall’umiliazione di non aver mai letto “Moby Dick” e tutta la sua vita è condizionata da questa lacuna.

Ecco, Donald Trump sicuramente se ne frega delle sue scarse conoscenze letterarie, consapevole che la cultura non rende ricchi, tuttavia da ragazzino, quando già aveva quell’aspetto indisponente, venne rimproverato da un autista di autobus di New York. Da allora sembra che abbia maturato un vero e proprio odio, nei confronti di quella categoria di lavoratori. Insomma, con la cattura di Maduro, più che impossessarsi del petrolio venezuelano, si sarebbe liberato da un incubo. Vale la pena, a questo punto, sempre che la storia regga, spellarsi le ginocchia fino a Lumino o prendere freddo in Piazza della Foca?

* giornalista

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
Potrebbe interessarti anche

SECONDO ME

Franco Zantonelli: "Ho avuto un incubo... Ecco perché andrò a sentire Vannacci"

SECONDO ME

E la domenica rimane soltanto il Mattino...

In Vetrina

PANE E VINO

Grand Prix du Vin Suisse, trionfa il Merlot ticinese: cinque vini tra i sei finalisti

26 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Vini in Villa torna a Lugano: oltre 200 etichette da scoprire

22 OTTOBRE 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

LAC: dal teatro di Oscar Wilde alla fantascienza di Blade Runner

20 OTTOBRE 2026
LETTURE

Due voci della poesia ticinese: Morgantini e Allidi raccontano la vita

19 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Il Ticino si racconta a tavola: vino, sapori e tradizioni per conquistare nuovi turisti

18 OTTOBRE 2026
OLTRE L'ECONOMIA

Andrea Gehri: la bussola, Vitta, lo Stato, le finanze... E un nuovo Libro Bianco

17 OTTOBRE 2026
LiberaTV+

ANALISI

Antonio Perugini: Zali, Ermani, il Consiglio della Magistratura, il rapporto Galliani...

18 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Sergio Savoia: la condanna della violenza e "i devoti praticanti del però"

20 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Schira: "Il funerale del liberalismo? Il morto non si è presentato"

22 OTTOBRE 2026