SECONDO ME
Tuto Rossi: "In gioco non c’è la salvaguardia del Municipio di Crans-Montana. C'è l'onore della Svizzera"
"Ci ritroviamo con una procuratrice generale alle prime armi che appare sulla difensiva, più preoccupata di proteggere se stessa che di spiegare come stanno le cose, e con un capo della polizia nominato due giorni prima della tragedia"
TIPRESS/CRINARI

di Tuto Rossi (da Facebook) *

Finalmente, dopo oltre un mese dalla tragedia, anche Christophe Balet e il suo predecessore Ken Jacquemoud, responsabili anti-incendio di Crans-Montana, saranno interrogati. Era ora.

Nel frattempo il Ministero pubblico vallesano continua a inanellare figuracce. Sono spariti i filmati delle 250 videocamere del Comune perché nessuno ha pensato di metterli da parte e conservarli. Non siamo più al vecchio quesito se il processo si celebri sui banchi del tribunale o sulle pagine dei giornali. Qui è la stampa che raccoglie le prove e le consegna alla Procura: soprattutto la stampa svizzero-tedesca, non solo quella italiana.

Abbiamo visto tutti, in televisione, i dipendenti gridare “attenti alla schiuma infiammabile” e i coniugi Moretti che la incollano al soffitto con le canne da biliardo. Ogni giorno salta fuori qualcosa di nuovo. È logico che i talk show delle televisioni italiane ci marcino e cavalchino la vicenda.

Il vero problema è che a Sion manca una figura che abbia l’autorità, la competenza e il coraggio di rispondere con la verità. Invece ci ritroviamo con una procuratrice generale alle prime armi che appare sulla difensiva, più preoccupata di proteggere se stessa che di spiegare come stanno le cose, e con un capo della polizia nominato due giorni prima della tragedia. Una procuratrice che ha iniziato l’inchiesta come se si trattasse di un incidente della circolazione con quattro morti e che adesso è costretta a rincorrere la storia.

Rischia di finire che, per salvarsi, tra poco rinvierà a giudizio Moretti per omicidio internazionale (per dolo eventuale) assieme ai due responsabili antincendio, sperando così di calmare le acque. Ma non è così che si fa.

In gioco non c’è la salvaguardia del Municipio di Crans-Montana. In gioco c’è l’onore della Svizzera.

* avvocato e deputato UDC

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