SECONDO ME
Guido Tognola: "200 CHF di (ir)responsabilità"
"Difficile credere e sostenere che con il potenziale licenziamento di 700 persone in RSI, qualora l’iniziativa fosse votata, non si esprima una volontà, anche politica, di “uno smantellamento strutturale” dell’azienda"

di Guido Tognola*

L’iniziativa “200 CHF bastano!” credo si possa inserire nell’odierna strategia di un ulteriore indebolimento dello Stato democratico così come lo abbiamo conosciuto e apprezzato per lunghi decenni. Inoltre, credo che la stessa tenda a indebolire quella coesione nazionale, una delle peculiarità svizzere, che il servizio pubblico ha sempre contribuito a costruire e garantire, in particolare per la formazione dell’opinione pubblica.

Dopo le privatizzazioni delle Regie Federali, in particolare FFS e PTT, nel nome dell’efficienza, della qualità, della concorrenza (abbiamo visto come è andata: costi, prestazioni, identificazione aziendale dei propri collaboratori), ci apprestiamo a decidere anche sul futuro dei media pubblici (non solo in merito a quella che chiamavamo TSI). Media pubblici che restano un presidio essenziale, uno degli ultimi, contro l’odierna concentrazione dell’informazione in pochi centri di potere; minarne l’autonomia, soprattutto quella finanziaria, significherebbe de facto indebolire il pluralismo informativo libero e di qualità.

Difficile credere e sostenere che con il potenziale licenziamento di 700 persone in RSI, qualora l’iniziativa fosse votata, non si esprima una volontà, anche politica, di “uno smantellamento strutturale” dell’azienda, non di una riforma o del semplice contenimento dei costi. Si è scritto molto. Sciorinati numeri, a volte anche imprecisi o strumentali, come, ad esempio, lo stipendio del direttore RTSI è lungi dai ca 400'000 CHF millantati da alcuni (“Mattino della domenica“, “Ticinolibero.ch”). Molti discorsi che hanno mirato più a colpire persone fisiche, che a valutare gli effetti, anche sociali, che l’iniziativa implica.

In un contesto dove banche e assicurazioni licenziano, le redazioni chiudono, il mondo “disloca”, è sconcertante favorire misure che mettono a repentaglio un servizio pubblico che svolge anche una funzione sociale e che non da ultimo contribuisce a contrastare operazioni di dumping salariale. Ticino, Cantone che rischia di essere sempre più periferia, incapace di preservare e/o creare posti di “qualità”, si fa capofila fra i sostenitori di un’iniziativa che rischia di impoverirlo ulteriormente.

Infine, andrebbe considerato l’onere economico aggiuntivo a carico degli utenti in assenza di un’offerta pubblica completa, di qualità e culturalmente vicina al territorio: Blue TV ca. 400 CHF/anno; Blue Sport ca. 580 CHF/anno; Sunrise TV (Base) ca 240 CHF/anno (Fonte: Web), tutte piattaforme private orientate al profitto, a fronte di un risparmio personale pari a pochi centesimi di franco al giorno: 0.274 per l’esattezza.

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