SECONDO ME
Caruso vs Sirica: "Prima di parlare di finanze si discuta di educazione"
"Chi chiede nuove responsabilità dovrebbe essere disposto a rendere conto di quelle che ha già esercitato"

di Roberto Caruso *

C’è un paradosso nella rivendicazione di Fabrizio Sirica: «Voglio il DFE». Ascoltandolo, sembrerebbe quasi che il Partito socialista abbia trascorso gli ultimi anni ai margini delle decisioni che contano, in attesa dell’occasione per incidere davvero sulle sorti del Cantone. La realtà è però diversa. Da quattro legislature il PS guida infatti il dipartimento che, più di ogni altro, è tradizionalmente vicino alla sua identità politica.

Se esiste un ambito nel quale il Partito socialista ha sempre individuato il principale strumento di emancipazione e di uguaglianza delle opportunità, questo è la scuola. Non a caso, il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport è affidato a esponenti socialisti da oltre quindici anni.

Eppure, ascoltando il dibattito di queste settimane, sembra quasi che il lungo periodo trascorso al DECS non rappresenti un traguardo politico, bensì una semplice tappa verso il DFE. Come se il vero potere fosse sempre stato altrove. Come se il dipartimento che forma le nuove generazioni, costruisce competenze, promuove la cultura e contribuisce a ridurre le disuguaglianze fosse meno determinante di quanto il PS stesso abbia sempre sostenuto.

È qui che emerge il paradosso. Da anni il PS attribuisce, giustamente, alla scuola pubblica un ruolo centrale nel contrasto alle disuguaglianze. Se è davvero così, allora il primo argomento a sostegno della sua credibilità dovrebbe essere il bilancio della lunga gestione socialista del DECS. Se invece la vera svolta viene oggi fatta coincidere con la conquista del DFE, si finisce inevitabilmente per ridimensionare il ruolo che lo stesso PS ha sempre attribuito alla scuola.

Nessuno contesta al PS il diritto di ambire a un secondo seggio in Consiglio di Stato o alla guida del Dipartimento delle finanze e dell’economia. Ma se una diversa conduzione delle Finanze viene presentata come la chiave per ridurre le disuguaglianze, allora è inevitabile chiedersi quali risultati abbia prodotto, in oltre quindici anni, la guida del dipartimento che il PS ha sempre indicato come il principale strumento di promozione sociale.

Il punto, in fondo, è un altro. Chi chiede nuove responsabilità dovrebbe essere disposto a rendere conto di quelle che ha già esercitato. A maggior ragione se si tratta di un partito di governo che ha partecipato stabilmente alla guida del Cantone e ha avuto la possibilità di orientare direttamente uno dei suoi dipartimenti più importanti.

Ed è proprio il lungo lavoro svolto al DECS che meriterebbe una discussione approfondita. Del resto, gli spunti di riflessione non mancano e sono tutt’altro che marginali. Perché la credibilità di chi chiede agli elettori di affidargli nuovi strumenti di governo non nasce soltanto dalle promesse per il futuro. Nasce soprattutto dalla capacità di mostrare i risultati ottenuti con quelli che ha già avuto a disposizione.

Prima di discutere delle Finanze, forse sarebbe utile discutere dell’Educazione.

* docente

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