"Mazzuolare le forze dell’ordine a suon di decreti d’accusa è un atto gravido di conseguenze. I delinquenti se la ridono"

di Lorenzo Quadri (editoriale del Mattino della domenica)
Quanto successo nei giorni scorsi al Ministero pubblico è incredibile. Il procuratore generale Andrea Pagani (PLR) ha emesso un decreto d’accusa nei confronti di due agenti di polizia, in servizio durante la manifestazione pro-Pal non autorizzata e non pacifica tenutasi il 13 ottobre 2025 alle scuole medie di Camignolo, dove era in corso un comitato cantonale dell’ex partitone con la presenza del “medico italiano” (cit.) Ignazio Cassis.
I due poliziotti, secondo il PG, avrebbero commesso “abuso d’autorità” (corbezzoli!) ammanettando una manifestante particolarmente esagitata, che rifiutava di seguire le indicazioni delle forze dell’ordine. Tra l’altro, la donna è una maestra ultraquarantenne, mica una ragazzina: proprio un bell’esempio!
La decisione del PG Pagani è tafazziana. I decreti d’accusa contro poliziotti colpevoli solo di svolgere il proprio lavoro accrescono il senso d’impunità di chi commette illeciti, grandi o piccoli che siano. In questo modo si azzoppa la polizia. Il danno alla sicurezza pubblica è scontato. E questo danno ha origine proprio dal Ministero pubblico, che la sicurezza la dovrebbe tutelare! Già il lavoro dell’agente di polizia diventa sempre più difficile. Mazzuolare le forze dell’ordine a suon di decreti d’accusa è un atto gravido di conseguenze. La priorità della polizia non sarà più l’efficacia dell’intervento, bensì il rispetto ossessivo di un concetto di “proporzionalità” sempre più castrante, con l’obiettivo di avere il fondoschiena parato qualsiasi cosa accada. I delinquenti se la ridono.
Ci troveremo dunque con una polizia che sta a guardare. Oppure che si volta dall’altra parte per non dover intervenire, e quindi per non rischiare di finire sotto il torchio giudiziario. Poi magari, alla fine, arriva l’assoluzione; ma intanto si è stati in ballo per anni. Una prospettiva che non piace a nessuna persona onesta. Men che meno a un tutore dell’ordine.
Ecco i “bei risultati” dell’eccesso di garantismo politikamente korretto!