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09.09.2021 - 14:540

Fluttuazioni naturali e prepensionamenti salverebbero circa 30 posti alla RSI: rimangono 6 posti a tempo pieno in esubero

Il sindacato SSM applaude l'impegno della nuova direzione per evitare tagli e loda il lavoro della Commissione della Consultazione. "Ma non si potrà andare avanti all'infinito a imporre piano di risparmio"

COMANO - A quanto pare, la scure dei tagli alla RSI taglierà, forse, 6 posti di lavoro. È quel che emerge da una nota della Commissione di Consultazione dell'azienda: "Grazie alle fluttuazioni naturali e ai prepensionamenti, buona parte di questa somma è già rientrata. Tuttavia, sul tavolo rimangono ancora 6 esuberi. La Consultazione del personale si adopererà per proporre, dove è possibile, ulteriori economie e salvare tutti i posti di lavoro", si legge infatti.

Tira un sospiro di sollievo ma non abbassa la guardia il sindacato SSM di Lugano. "La mazzata che si temeva non è fortunatamente arrivata ma la riduzione di personale, tanto o poco che sia, si conferma e si confermerà anche in futuro", scrive in una nota.

E vengono dati meriti alla nuova direzione della RSI: "Bisogna riconoscere che la nuova direzione RSI, in questi primi mesi di attività non si è risparmiata. Ha cercato in tutti i modi, anche grazie agli incentivi SSR, che hanno favorito diversi prepensionamenti, di ridurre al minimo gli effetti più negativi della “manovra” da 8 milioni prevista entro la fine del prossimo anno. Sul tavolo rimangono ancora da gestire 6 esuberi a tempo pieno (FTE) ma che si spera, anche grazie ai suggerimenti che sicuramente arriveranno dalla “Consultazione del personale”, di trovare i mezzi per scongiurare qualsiasi licenziamento. Ricordiamo che nel 2018, fu proprio grazie alla Consultazione che si riuscì a salvare 6/7 posti di lavoro".

Per provare a salvare ulteriori impieghi, anche in futuro, è attualmente in discussione tra SSR e SSM una misura che assicurerà, anche a coloro che dovessero ridurre il loro tempo di lavoro, la piena copertura pensionistica a fine carriera, (a 64 anni per le donne e rispettivamente a 65
anni per gli uomini).

Per il sindacato però ci si deve interrogare sulla RSI del futuro. "Ciò che continua a mancare è un piano industriale dell’azienda. Non si potrà andare avanti all'infinito a imporre piani di risparmio. La RSI deve finalmente decidere, e in fretta, cosa vuole diventare da qui ai prossimi anni. Quali programmi, con quali risorse, per quale pubblico?".

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