Salute e Sanità
21.12.2019 - 09:000
Aggiornamento : 09:38

Come cresce l'ortopedia in Ticino. Metzdorf e Taverna in coro: "Passi da gigante grazie alle specializzazioni"

I due specialisti parlano del progetto di rilancio del settore ortopedico della Clinica Luganese Moncucco, ma non solo: "Per il paziente è fondamentale avere tutto in un unico posto"

LUGANO – Il ricorso vinto dalla Clinica Luganese Moncucco contro la pianificazione ospedaliera, ha permesso all’istituto diretto da Christian Camponovo di rilanciare l’attività del Centro di competenza di ortopedia con un nuovo progetto che punta sulla multidisciplinarietà della presa a carico del paziente. Grazie alla collaborazione con altri settori come la geriatria, la medica interna, la reumatologia e le cure intense – solo per citarne alcuni – i pazienti della Moncucco godono di un trattamento di prima qualità potendo contare sulle competenze dei vari specialisti presenti in Clinica.

Per quanto riguarda il settore dell’ortopedia, la Moncucco può contare su medici altamente qualificati. Abbiamo scambiato due chiacchiere con i Dottori Alexander Metzdorf ed Ettore Taverna - specialisti in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore rispettivamente focalizzati sulle patologie dell’anca e della spalla - su passato, presente e futuro dell’ortopedia, del nuovo progetto della Moncucco e di tanto altro ancora.

Quanto e come è cambiato il settore dell’ortopedia in Ticino negli ultimi anni. Ci si specializza di più?

Dr. Taverna: “La chirurgia ortopedica sta cambiando ed è in continua evoluzione. Diciamo che sta acquisendo sempre di più una propria identità separandosi dalla traumatologia in senso stretto, in quanto – soprattutto la chirurgia articolare – si sta specializzando e raffinando per trattare patologie che solo una ventina di anni fa non erano nemmeno possibile trattare chirurgicamente o comunque con minore efficacia. Questa iperspecializzazione sta portando a una distinzione marcata tra la traumatologia e l’ortopedia. Anche a livello di singole articolazioni troviamo ortopedici sempre di più specializzati. Il Ticino ha fatto un gran passo avanti mettendosi al pari di altri Paesi che questo percorso lo seguivano già da anni. Personalmente, trattando in particolare patologie legate alla spalla, il percorso di specializzazione lo intrapresi negli anni 90 trasferendomi a studiare negli Stati Uniti. Lì, a quei tempi, la chirurgia della spalla era già una specializzazione a sé stante in quanto differisce per caratteristiche dalle altre articolazioni. Infine, credo che quella di specializzarsi sia un’esigenza che si fa sempre di più viva nei Paesi avanzati dell’Occidente”.

Dr. Metzdorf: “In Ticino si sono fatti dei grandi e importanti passi avanti. Io sono arrivato alla Moncucco nel 2003 e all’epoca vi erano tre soli ortopedici senza un Centro di competenza. Negli anni si è creato tale Centro d’ortopedia e di conseguenza sono arrivati altri ortopedici. Ora siamo in sei e questo ci permette di coprire tutta la gamma di patologie d’ortopedia: due colleghi sono infatti specializzati nella chirurgia del piede e della caviglia e altri due si occupano di “ortopedia elettiva” per quelle patologie degenerative che non richiedono interventi immediati). Avere degli specialisti per le varie parti del corpo permette a noi e alla Clinica di ampliare e migliorare le prestazioni offerte ai pazienti”.

Impianti e strutture fanno passi da gigante grazie all’ausilio di una tecnologia sempre più innovativa. Ma il fattore umano farà sempre la differenza?

Dr. Taverna: “Assolutamente sì. Competenze e livello umano fanno la differenza e sarà così ancora per tanto tempo. È anche giusto dire che la tecnologia ci ha aiutati molto. Oggi eseguiamo interventi che 20 anni fa sembravano impossibili. Ritengo che ci debba essere il giusto connubio tra le due cose, ma il fattore umano rimane di prima importanza”.

Dr. Metzdorf: “Concordo con il collega: l’aspetto umano, le competenze, la cura in prima persona dei pazienti non si può sostituire. Dal punto di vista tecnologico siamo messi molto bene. Basti pensare che abbiamo protesi che possono resistere fino a 30 anni”.

La Moncucco punta forte sull’ortopedia grazie anche alla collaborazione con altri settori. Quanto e perché è importante la sinergia con gli altri reparti?

Dr. Taverna: “Il fatto che in un unico luogo sia presente la possibilità di trattare il paziente da tante angolazioni è un aspetto estremamente utile. L’organizzazione che sta seguendo la Clinica in ambito ortopedico sta andando nel senso che abbiamo citato prima: ovvero quella di offrire una migliore presa a carico del paziente altamente specialistica, con una compresenza di diverse discipline. Per il paziente è dunque di grande vantaggio il fatto di avere tutto il necessario in un unico posto”.

 Dr. Metzdorf: “La Clinica Luganese Moncucco ha le dimensioni e la qualità per offrire al malato una cura quasi ‘personalizzata’. La multidisciplinarietà è un punto importante sul quale si fa bene a puntare. Personalmente, da specialista dell’anca, collaboro parecchio con il reparto di geriatria perché, ovviamente, trattano pazienti più anziani e più a rischio poiché le ossa sono molto più fragili e le fratture più presenti”.

Anche in campo protesico si sono fatti passi avanti. Sono parallelamente aumentati i casi in Ticino?

Dr. Taverna: “Sicuramente, ma l’aumento della chirurgia protesica è strettamente legato all’aumento dell’aspettativa di vita. Questa, analizzando le statistiche degli ultimi anni, è la prima e più importante considerazione da fare. In tutti i Paesi industrializzati la vita dagli anni Sessanta ad oggi si è allungata tantissimo e questo, chiaramente, comporta un confrontarsi sempre di più con patologie degenerative. Patologie che riguardano principalmente persone sopra i 75 anni. Tuttavia, la chirurgia protesica della spalla non ha la stessa rilevanza che ha nell’arto inferiore...”.

Dr.Metzdorf: “I progressi della medicina hanno alzato notevolmente l’aspettativa media di vita delle persone: si vive, quindi, più a lungo e meglio. Questo porta ad effettuare interventi a persone in età avanzata affette da, nella maggior parte dei casi, artrosi. Io non guardo solo l’età di un paziente, ma piuttosto il suo stato di salute. Una protesi, per esempio, può ridare nuova vita a un paziente anziano in buona salute”.

Dr. Taverna, lei ha ideato la ‘Bone block’. Di cosa si tratta?

“È una tecnica chirurgica originale che ho inventato e ideato sia come tecnica chirurgica che, grazie all’ausilio di compagnie specializzate nella produzione di strumenti e device chirurgici, ha consentito di effettuare un intervento di ricostruzione legamentosa, ma anche ossea, per via artroscopica di spalle che precedentemente venivano trattate con interventi poco efficaci o non anatomici , in quanto non provvedevano a ricostruire la normale atonomia dell’osso. Si tratta di una tecnica mini-invasiva che permette la ricostruzione dei difetti ossei e capsolegamentosi. I primi interventi risalgono al 2005, ma all’epoca era una tecnica molto difficile perché veniva effettuata senza una strumentazione specifica. Oggi, invece, c’è grande interesse per questa metodica che spesso e volentieri mi porta in tutto il mondo per presentarla. Per me ormai è una tecnica di routine, mentre per altri chirurghi è ancora molto innovativa”.

Dr.Metzdorf, quali sono secondo lei i passi che il settore dell’ortopedia deve seguire?

“Parlando dell’anca bisogna dire che abbiamo migliorato gli approcci chirurgici. La chirurgia mini-invasiva è una chirurgia che non interferisce con tendini e muscoli e questo permette un rapido recupero del paziente e un carico (appoggio del peso a terra) totale per un paziente anziano. Tuttavia, si può sperare in un ulteriore miglioramento dei materiali e sperare in una completa e scientifica introduzione di cellule staminali per la ricrescita della cartilagine”.

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