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“Il Ticino e i suoi comuni”, storie di un mondo che cambiava
Roberto Knijnenburg recupera le cronache degli anni Cinquanta pubblicate su “Illustrazione Ticinese”. Un viaggio nella memoria del Sottoceneri, tra problemi quotidiani, speranze e grandi trasformazioni. Novità da Fontana edizioni

PREGASSONA - C’era un Ticino in cui i paesi conservavano ancora profondamente la loro identità rurale, ma cominciavano già a fare i conti con le trasformazioni che ne avrebbero cambiato il volto. Un Ticino di borghi, contrade e piazze, di piccole comunità alle prese con problemi quotidiani, nuove esigenze e prospettive di sviluppo. Erano gli anni Cinquanta, un decennio di passaggio che oggi sembra lontanissimo e che, invece, ha contribuito a disegnare il territorio in cui viviamo.

A riportarci in quel mondo è Il Ticino e i suoi comuni – Storie e sfide negli anni Cinquanta, il nuovo volume di Roberto Knijnenburg pubblicato da Fontana Edizioni nella collana Terra ticinese, dedicata alla valorizzazione della storia e della memoria del Cantone. Un libro che ha una particolarità interessante: non racconta quel periodo con gli occhi di oggi, ma attraverso le parole di chi lo osservava e lo descriveva allora.

Le sue pagine raccolgono infatti articoli apparsi sulla rivista Illustrazione Ticinese e dedicati a diversi comuni del Sottoceneri. Cronache che restituiscono il clima di un’epoca, con le sue preoccupazioni, le ambizioni, le difficoltà e le speranze; si parla di scuole e di strade, di approvvigionamento idrico e di emigrazione, di agricoltura e di sviluppo urbano. Questioni molto concrete, che scandivano la vita delle comunità e raccontavano un territorio sospeso tra un passato prevalentemente rurale e un futuro sempre più industriale.

Ed è forse proprio questo l’aspetto più affascinante della pubblicazione. Rileggere quelle testimonianze significa scoprire che cosa fosse importante per gli abitanti di allora, quali questioni animassero il dibattito locale e come venisse immaginato il futuro. Il tutto attraverso lo sguardo diretto dei giornalisti dell’epoca, senza filtri né interpretazioni successive. Questioni che in parte appartengono a un mondo scomparso, ma che al contempo, seppur in forme diverse, possono risultare sorprendentemente attuali e familiari.

Il libro, arricchito da fotografie e immagini d’epoca, permette anche di misurare quanto rapidamente sia cambiato il paesaggio ticinese. Dove oggi siamo abituati a vedere strade, edifici e insediamenti moderni, settant’anni fa esistevano realtà molto differenti. E dietro quelle trasformazioni ci sono le scelte, il lavoro e le aspettative delle generazioni che ci hanno preceduto.

A guidare questo viaggio nella memoria è Roberto Knijnenburg, nato a Lucerna nel 1958 e residente in Ticino dal 1964. Ingegnere informatico di formazione, da molti anni coltiva una grande passione per la storia locale, soprattutto quella di Lugano. Nel tempo ha raccolto oltre 6’000 cartoline, fotografie e immagini d’epoca, costruendo un patrimonio documentario che testimonia la sua attenzione per il passato del territorio.

Knijnenburg è anche volontario presso il Museo della Memoria dell’ATTE, dove contribuisce alla digitalizzazione e alla divulgazione di documenti storici, e collabora con diverse riviste ticinesi. Un interesse che trova in questa pubblicazione una naturale continuazione: recuperare testimonianze che rischierebbero di essere dimenticate e restituirle a chi oggi abita quegli stessi luoghi.

Con le sue 96 pagine, Il Ticino e i suoi comuni è destinato non soltanto a chi ama la storia locale, ma anche a chi è semplicemente curioso di scoprire come si viveva nei nostri paesi settant’anni fa, quali problemi si affrontavano e quali speranze accompagnavano i cambiamenti. E magari riconoscere, nelle cronache di allora, qualcosa del Ticino di oggi.

Il volume è disponibile per l’acquisto, al prezzo di 22 franchi, nelle librerie del Cantone e sul sito di Fontana edizioni al link

 

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