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Bissonegate: i municipali devono dimettersi
Ci sono almeno tre motivi per cui la vicesindaco di Bissone Daniela Marazzi Fontana e il suo collega Sergio De Toni

Ci sono almeno tre motivi per cui la vicesindaco di Bissone Daniela Marazzi Fontana e il suo collega Sergio De Toni, entrambi eletti nella lista del sindaco Ludwig “Gian Burrasca” Grosa, dovrebbero a mio avviso dimettersi.

Il primo è quello istituzionale: di fronte a quanto è emerso in questi giorni a livello penale e politico, la responsabilità civica di un amministratore non sta nel rimanere al timone della nave. Sta nel farsi da parte per smorzare i toni del dibattito e ridare (per quanto possibile) un po’ di serenità al clima del Comune.

Inoltre, le dimissioni dei due rappresentanti di Nuova Bissone equivarrebbero al commissariamento del Comune e non determinerebbero dunque un repentino cambio di maggioranza nell’amministrazione. Ci sarà tutto il tempo per verificare, in sede penale e amministrativa, la fondatezza delle accuse, dei sospetti e delle presunte malefatte. Ci sarà anche tempo, eventualmente, per rimettersi in gioco a livello elettorale e, magari, anche per farsi rieleggere. Ma adesso bisogna farsi da parte.

Il secondo motivo è che non ci si deve ispirare al malvezzo tipico della politica italiana, restando in sella per questioni di principio e invocando la legittimità popolare. Senza scomodare Silvio Berlusconi e le raccapriccianti vicende di cui è stato protagonista l’ex premier, abbiamo visto cosa è successo a Franco “Er Batman” Fiorito, ex capo gruppo del Partito della libertà alla Regione Lazio. E la governatrice della Regione, Renata Polverini, ha fatto bene a dimettersi, anche senza la costrizione di un avviso di garanzia.

In quella vicenda c’è una frase pronunciata dalla Polverini che si adatta bene a Bissone: “Le ostriche c’erano già prima di Fiorito”. È un po’ quello che hanno detto ieri al nostro portale Marazzi Fontana e Sergio De Toni: le porcherie le hanno fatte anche quelli che c’erano prima di noi.

Potrebbero avere ragione, ma nessuno è andato a scoperchiare le pentole per fare chiarezza: non lo ha fatto nemmeno Gian Burrasca Grosa, che aveva tutti gli elementi per farlo. Una cosa che mi ha lasciato perplesso, considerando che la piscina del Lido di Bissone è, politicamente, la principale pietra dello scandalo, come mai nessuno abbia mai parlato chiaramente dell’inchiesta penale, e del suo esito, relativa al concorso pubblico che ha portato all’estromissione della ditta vincitrice, con la conseguente assegnazione dell’appalto alla seconda classificata.

Se le ostriche c’erano anche prima, questo è il momento buono per dire chi se le mangiava. Il che però non giustifica la testardaggine dei due municipali a voler restare al loro posto.

E vengo al terzo e ultimo motivo per cui, a mio parere, i due municipali di Nuova Bissone dovrebbero dimettersi: facevano parte della maggioranza, vale a dire del partito del sindaco. E non possono dire che è tutta colpa sua. Sono quantomeno responsabili, in particolare la vice sindaco Fontana Marazzi, di aver chiuso gli occhi. Di aver mandato in pagamento senza verifiche, pochi giorni dopo la ricezione, una fattura da 1 milione e 300'000 franchi (quella per la ristrutturazione del lido comunale) che nessun committente, pubblico o privato, avrebbe accettato senza discuterla. La vice sindaco ha detto “gli altri vanno a 100 all’ora, noi a 500, e sul lido bisognava accelerare”. Sarà anche vero, ma chi va a 500 all’ora rischia di schiantarsi contro un muro.

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