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Tanto sono tutti uguali
Il Signor Qualunquista è colui che non ripone fiducia nelle istituzioni, nei partiti e nella politica in generale

Comincia con questo scritto la mia avventura di liberatv.ch. Cercherò di portarvi le riflessioni di un giovane studente – che si accinge a concludere i propri studi medio-superiori –, con l’obiettivo di essere il più oggettivo possibile e, soprattutto, cercherò di essere il più libero possibile.

E allora, via alle danze con il mio primo tema: il qualunquismo.

Il Signor Qualunquista è colui che non ripone fiducia nelle istituzioni, nei partiti e nella politica in generale, colui che ripete a gogo “tant l’è sempro isctess, i politici fanno come vogliono”. Egli, quindi, diserta il voto (soprattutto alle elezioni) rifiutando così la democrazia rappresentativa. 

Il Qualunquismo, inoltre, spesso rima con il disinteresse verso la cosa pubblica; disinteresse che si cerca di scusare perché questo o quest’altro argomento “non mi interessa”. 

In Italia, tutto prese forma con la nascita della Repubblica del ’48: tale Guglielmo Giannini fondò un movimento (poi partito) – Fronte dell’Uomo Qualunque - che raccoglieva un acceso scetticismo verso il nuovo sistema dei partiti e il ruolo delle istituzioni. Un’ispirazione antistatalista e antipartitocratica, che affondava alcune radici nel liberalismo più classico: lo Stato doveva abbandonare il campo economico e ridurre al massimo la propria presenza nella società, accontentandosi di amministrate anziché pianificare ed educare.

Il Secondo dopoguerra ha vissuto molti eventi che hanno segnato la coscienza collettiva e il rapporto alle questioni collettive: la tensione fra Occidente e URSS, la guerra del Vietnam, le rivoluzioni culturali degli anni ’60 e ’70, la caduta del Muro di Berlino, i conflitti per il petrolio, la minaccia terroristica, le crisi finanziarie globali e via discorrendo. Tutti questi eventi, seppur diversi fra loro, hanno modificato la fiducia degli individui nelle proprie classi politiche e nel sistema generale, creando spesso terreno fertile per il malcontento e la protesta. Tuttavia, l’evoluzione (negativa) della fiducia era comunque accompagnata da un acceso interesse per quel che succedeva (la partecipazione al voto è sempre stata molto alta) a 50m come a 5'000 km da casa.

Il Qualunquismo, negli ultimi anni, ha subito un’evoluzione nel suo significato per arrivare ad un’accezione piuttosto dispregiativa, indicando la semplicistica diffidenza e irriverenza verso le istituzioni e i partiti. Ergo, la politica in generale. Oggi, il qualunquismo è passato da un’inclinazione liberista (ideale e militante) dura e pura ad una sorta di menefreghismo generalizzato, condita con un forte risentimento verso la classe politica dirigente. Questa degenerazione è - secondo me - una vera e propria malattia, che nessuno - o quasi - tenta di debellare. 

Spostiamo ora il focus dallo scacchiere internazionale. Pensate alla partecipazione alle ultime elezioni comunali, dove – e mi piange il cuore ricordarlo – a Locarno si è registrato un tasso di partecipazione di poco superiore al 40%! Idem in altre votazioni, comunali, cantonali o federali che siano.

Questa forma di ignoranza e disinteresse va combattuta, questo menefreghismo generale va arginato. Non basta, però, richiamare le persone con la solita frase “la responsabilità individuale ci impone di assumerci le nostre responsabilità”; se questi individui non si svegliano e non si rendono conto che più il tempo passa e il menefreghismo dilaga, più le persone - in generale - faranno quello che vogliono, non rispettando diritti e doveri prescritti dalla legge come l’esercizio del diritto di voto.

Per risolvere questa malattia qualunquista, la società - ma soprattutto le istituzioni! - deve agire di conseguenza e mettere dei paletti: il faut tout d’abord riavvicinare le persone alla politica con una res pubblica attenta ai veri problemi e non a quelli creati ad arte. Lo sforzo deve essere di tutti: politici, militanti e giornalisti: basta parlare unicamente della politica intesa come telenovela dei e fra i partiti. 

C’è, inoltre, un altro punto che vorrei sottolineare: l’egoismo e l’opportunismo delle persone che prima di una votazione importante sono al bar o al lido, a pronunciare storiche sentenze “tanto i politici fanno sempre quello che vogliono, tanto sono tutti uguali”. Pigrizia e superbia. La prima fa comodo perché non necessita lo sforzo di studiare e analizzare problemi, il secondo rende professori della vita (politica).

Ovviamente, fino a quando non prenderemo in mano un giornale informandoci e confrontandoci, fino a quando preferiremo Battlefield e Fifa2013 a un racconto di Italo Calvino o ad uno sfogo di Oriana Fallaci, non potremo che sbattercene altamente di quello che ci ruota attorno. Fino a quando il qualunquismo rappresenterà la nostra baita di rifugio, il mondo – ma nemmeno un portico a tre passi da casa - non cambierà.

Quindi, e concludo, prendendo spunto da questo blog che si chiama volutamente liberatv.ch, cercherò di non essere né pigro né superbo. Mi piacerebbe semplicemente farvi riflettere su alcuni temi e informarvi. 

Questo è il primo articolo. Ma non saranno tutti così pesanti, lo prometto.

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