Il futuro è nelle mani della qualità, se non stiamo attenti a lavorare bene, la crisi non cesserà
L'incompetenza, la mancanza di professionalità, il pressapochismo e la superficialità sono atteggiamenti che innescano processi a catena che inquinano i prodotti di chi vuole lavorare bene. Basta un idiota o un bugiardo all'interno della catena produttiva per mettere nei casini tutti gli altri.
Queste caratteristiche, oggi ormai di moda purtroppo, rendono inoltre molto più complessi e macchinosi i rapporti interpersonali. Se un elemento del gruppo "bluffa", vengono meno i principi di fiducia e di rispetto reciproci. In un team si lavora bene quando tutti i componenti in gioco si occupano strettamente dei propri compiti, fidandosi l'uno dell'altro.
Quando il "bluffatore" viene smascherato, ecco che il problema non è più solo di quella persona, ma di tutti. L'incompetenza e la poca sincerità sono comportamenti che sanno amplificare esponenzialmente ogni piccolo problema che si può naturalmente incontrare durante il processo produttivo.
Dopo aver allontanato la causa dei mali, il gruppo che resta al lavoro si trova nel caos più totale, non solo perché deve recuperare le falle dell'incompetente, ma soprattutto perché deve ricostruire temporalmente tutti i danni provocati dalla leggerezza del disonesto. E la soluzione è quasi sempre la stessa: conviene ricominciare da capo piuttosto che aggiustare quello che c'è e che non funziona.
Tutto questo per dire che sono stufo, molto stufo, arci-stufo di correre ai ripari per danni provocati da terzi che inizialmente avevano la mia piena fiducia. Non ho voglia di diventare una persona sfiduciata nei confronti dei colleghi con cui ho a che fare. Non ho voglia di diventare il poliziotto della situazione. Chiedo unicamente di avere più rispetto in se stessi e più orgoglio personale.
Nella vita e nel lavoro si può sbagliare, e sbaglio tantissimo anch'io, ma bisogna pure avere il coraggio di dirlo. "Hey colleghi, ho un problema... Non riesco a fare questo o non riesco a fare quello....". Poi si parla e insieme si aggiusta il tiro. Stare zitti, raccontare frottole, bugie, alibi e scuse non porta da nessuna parte; né al singolo né al gruppo.
Ma purtroppo penso che ormai stiamo vivendo nell'era della disattenzione, nell'era del "è più importante dire che sto facendo questo" piuttosto del "prima lo faccio bene e poi semmai lo pubblicizzo".
Il futuro è nelle mani della qualità, se non stiamo attenti a lavorare con professionalità, mettendo il meglio di noi stessi nelle cose che facciamo, la crisi non cesserà. Abbassare i prezzi non è la soluzione. La qualità si paga e quando si vuole lavorare low-budget i problemi aumentano in modo indirettamente proporzionale al prezzo che si paga.
Siamo svizzeri, cerchiamo di proteggere il nostro mercato offrendo prodotti di qualità o ci faremo molto male.
Filippo Giani